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Scrivo al mio Paese. Scrivo agli italiani che tornano a casa, a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria o che alimenta autentici colossi del malaffare come quelli emersi in questi mesi.


Scrivo ai lavoratori che sentono che si è aperto un tempo nuovo e difficile, in cui, per resistere alla pressione di una globalizzazione diseguale, dovranno rinegoziare e ritrovare un equilibrio nuovo tra diritti e lavoro. Scrivo ai nuovi poveri italiani, i ragazzi precari, che arrivano a metà della vita senza uno straccio di certezza, senza un euro per la pensione, senza un lavoro sicuro, senza una casa, senza la sicurezza di poter mettere al mondo dei figli. E senza che politica e sindacati si occupino di loro.
Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo. In fondo due anni fa, un secolo di questo tempo leggero e bulimico, quasi quattordici milioni di italiani fecero una croce sul simbolo che conteneva il mio nome come candidato alla presidenza del Consiglio. Se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremmo noi a guidare il Paese.

Ma non è successo, per tanti motivi. Come cercherò altrove di approfondire, credo più per ragioni profonde e storiche che per limiti di quella campagna elettorale che si concluse con il risultato elettorale più importante della storia del riformismo italiano. Non è successo e dopo alcuni mesi io mi feci da parte. Forse è questo l'altro titolo per il quale sento di potermi rivolgere al mio Paese. Sono stato tra i pochi che si sono fatti da parte davvero (caricandomi responsabilità certo non solo mie). Non ho chiesto alcun incarico, non ho fatto polemiche, non ho alimentato veleni. Ho semmai taciuto e ingoiato fiele, anche di fronte a varie vigliaccherie.

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti. Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico chi governa questo Paese sembra dominato dal desiderio della instabilità. E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Prima l'abbandono di Casini, ora la irreversibile crisi con Fini. Le forze più moderate hanno abbandonato uno schieramento sempre più dominato dalla logica puramente personale degli interessi di Berlusconi e dallo spirito divisivo di una Lega che alimenta ogni forma di egoismo sociale con lo sguardo solo al tornaconto elettorale immediato. Con effetti che già registriamo nel sentire diffuso


 

Pubblichiamo la richiesta di rettifica indirizzata in data odierna alla redazione di Chiari Week

 

"Egregio Direttore

(iN) Chiari Week

viale Mellini, 11

25032 Chiari

 

Richiesta di rettifica 

Richiesta di rettifica, ai sensi dell'art. 10 della legge 6 agosto 1990 n.223 e del Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992,  n. 255,  delle affermazioni contenute nell’articolo“Una commissione d’inchiesta sul Polo cultura: la proposta in Consiglio” pubblicate sul numero di venerdì 9 luglio 2010 di “IN Chiari Week”, nella parte in cui si afferma:

 

Il PD in particolar modo in primavera aveva diramato un volantino nel quale accusava l’Amministrazione di aver dirottato il milione di euro di soldi pubblici su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord tramite una società svizzera, la “Sole alto”, azionista di un’altra società, la “Jolly immobiliare”, proprietaria di alcune quote di “Eleca”. Ipotesi già all’epoca smentita categoricamente dai vertici della Lega Nord clarense e dagli amministratori”

 

In ordine a tale inciso il PD di Chiari esprime il suo stupore nel veder attribuite allo stesso dichiarazioni o condotte assolutamente non corrispondenti al vero. Il PD di Chiari afferma, infatti, di non aver mai redatto, contribuito a redigere né di aver fatto proprio un volantino e/o condiviso dichiarazioni in forza dei quali si accusava l’Amministrazione Comunale di aver dirottato il milione di euro (versato ad Eleca Chiari Srl) su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord né, tanto meno, di aver reso comunicati di qualsivoglia sorta aventi contenuti riconducibili, anche solo nel senso, a quanto riportato nell’inciso sopra esposto.

 

Tale circostanza è già stata ampiamente ribadita anche in Consiglio Comunale nella seduta del 30.03.2010. Se, infatti, il PD clarense fosse al corrente dei fatti come prospettati dal settimanale e tali fatti fossero confermati da prove certe, non costituirebbero certo l’oggetto di un volantino di propaganda politica, ma  una precisa denuncia all’Autorità Giudiziaria.

 

Sarebbe utile quindi, prima di pubblicare cose di tale gravità, controllare ed accertarsi, con perizia, della veridicità di tutte le circostanze e ciò al fine di evitare di coinvolgere il PD di Chiari in strumentalizzazioni e/o speculazioni politiche o di altro genere, a cui non intende in alcun modo prestarsi.

 

Pertanto, ai sensi dell’art. 10 della citata legge, chiediamo che la presente comunicazione venga pubblicata nel prossimo numero del vostro Giornale come “richiesta di rettifica”.

 

Distinti saluti.

 

La Segreteria

del PD di Chiari"

 


 

Pd Info - 4 giugno 2010

 

Cari Circoli,

 

cosa avevamo scritto appena una settimana fa? “Tutta colpa della Grecia” sarà il mantra con cui il Governo cercherà di mascherare la propria inefficienza, e difatti scommessa vinta. Diciamolo chiaro: una manovra centralista come questa, che sfiora i problemi del momento senza nessuna preoccupazione per la struttura stessa della crisi che ci troviamo davanti, servirà solo a levare qualche piolo ancora alla già traballante scala cui sono appesi i destini di migliaia di lavoratori, di imprese, e quindi di famiglie. Non possiamo accettarlo: lo ha detto anche il Segretario Bersani e noi lo ribadiamo con forza, o cominciamo a ragionare con parole di verità, o il Governo è disposto ad ammettere gli errori che sono stati commessi, oppure dare una mano sarà semplicemente impossibile perché non si può aiutare chi vuol dimostrare di non avere bisogno di aiuto.

 

E la verità è che di tagli, in questa manovra, ce ne sono pochi e quasi tutti “cosmetici”, di quelli che hanno magari un rapido impatto mediatico ma che poi, alla prova dei fatti, incidono poco o niente. Ci sono, piuttosto, seri freni allo sviluppo, alla formazione, alla scuola, alla sanità. E ci piacerebbe davvero sapere come intendono aiutare i consumi a riprendere o l’economia a rilanciarsi se la capacità di spesa delle famiglie viene ridotta sino a tendere a zero. Ci saranno costi per tutti ma soprattutto per i più piccoli e i più poveri: migliaia di farmacie che saranno costrette a chiudere ad esempio, e proprio là dove più se ne sente il bisogno ovvero nei piccoli centri, nei Comuni di montagna, proprio in quella microrealtà territoriale di cui la Lombardia è così ricca. E se proprio la Lombardia dovrebbe gridare con voce più forte il pericolo rappresentato dai tagli del Governo, è singolare (e inquietante) constatare l’assordante silenzio della Lega, che non spende una sola parola sul calvario degli Enti Locali, sull’imminente taglio dei servizi oggi garantiti dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e che come al solito si rifugia nella propaganda sterile. In che altro modo interpretare la scelta di indicare nei venditori ambulanti il nodo dell’evasione fiscale? Siamo dunque al grottesco elevato a programmazione economica; e il federalismo fiscale? Con quali risorse sarà realizzato dopo il passaggio di questa mannaia? Tagliano i bilanci dei Ministeri del 10% e le Regioni di tre volte tanto, proprio quando il comparto dei Comuni è l'unico in attivo di tutta la pubblica amministrazione e dal 2004 ha contribuito all'abbattimento del debito pubblico per 5 miliardi di euro.

 

Non stanchiamoci di ripeterlo, facciamo davvero un passaparola che deve travalicare i confini delle nostre conoscenze personali e dei nostri Circoli: questa manovra è il risultato di una politica economica profondamente sbagliata in cui il preteso “risanamento” prescinde da ogni considerazione sulla crescita o sull’equità, e sarà pagata a caro prezzo dai lavoratori come dagli studenti (su chi si abbattono i tagli alla scuola?)  come dai pensionati e dalle piccole imprese. Il Pd propone allora la sua manovra. Investire in economia verde, risparmio, efficienza energetica, scuola, università, ricerca. E poi una riforma fiscale che sposti il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale, l’allentamento del patto di stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni. Tutti temi che nei nostri siti nazionale e regionale sono indicati, così come le prove (video e audio, non smentibili) delle favole raccontate da Tremonti sino a pochi mesi fa o degli “inviti” di Berlusconi ad autoregolarsi di fronte alle tasse. Possono smentire quello che vogliono, ma davanti alle dichiarazioni registrate le chiacchiere stanno a zero.

 

Ci troviamo di fronte a un tema pesante, duro, che ci toccherà a lungo. Quello che vogliamo fare insieme a voi, insieme a ogni Circolo, è un lavoro di comunicazione che deve avere due direzioni: dal partito al territorio e viceversa. Se volessimo semplicemente raccontare un tema via l’altro, questa newsletter sarebbe una perdita di tempo tanto scriverla quanto leggerla. Abbiamo un riscontro molto positivo: tanti di voi ci hanno risposto, hanno sottolineato con noi molti temi che abbiamo affrontato, hanno chiesto precisazioni e fatto suggerimenti, hanno anche mosso critiche ma sempre in modo costruttivo e utile ad andare ancora più nel profondo delle questioni.

 

Con amicizia,

 

Maurizio Martina

Segretario regionale Partito Democratico lombardo

 

Roberto Rampi

Responsabile Organizzazione PD Lombardo


 

Una manovra di soli tagli e a pagare sono sempre lavoratori e pensionati.


 

Cara democratica,  caro democratico

 

sento doveroso renderti partecipe della mia presenza all’assemblea nazionale con un breve resoconto della stessa.

La relazione del segretario è stata largamente condivisa dagli intervenuti al dibattito e si sono già delineate alcune scelte di fondo  chiare sui temi  da metter sul tavolo  per il confronto con la destra e dei ragionamenti  e proposte da contrapporre agli slogan urlati dalla Lega.

Tutto ciò  principalmente con un  nuovo metodo di confronto interno con percorsi larghi  e aperti di partecipazione su proposte innovative in base ai documenti elaborati dai Forum, dalla Segreteria e dai Gruppi Parlamentari ed integrati dai verbali delle commissioni alle quali abbiamo partecipato.

Sono state due giornate molto intense di scambi ed approfondimenti dei documenti proposti dai gruppi di lavoro e finalmente , contrariamente al passato, l’assemblea è stata un luogo di discussione e di sintesi di elaborazione di idee e proposte.

Ciò che è stato redatto dovrà  pertanto esser riportato nei circoli per ulteriore discussione, approfondimento e per arricchirsi di  eventuali  proposte integrative.

Il risultato di questa larga consultazione detterà finalmente la linea politica che il PD adotterà, un vero riconoscimento di quell’ascolto del territorio, di quel federalismo che è alla base del progetto PD.

Sperando di far cosa gradita ho preparato sul sito provinciale una sezione apposita denominata “Assemblea nazionale 2010” nella quale ho raccolto  tutti i documenti per le future discussioni nei circoli e che troverete al seguente link.

http://www.pdbrescia.it/index.php?option=com_rokdownloads&view=folder&Itemid=288&id=304:assemblea-nazionale-2010

Si aprirà dunque un percorso di coinvolgimento organizzativo e in rete che interesserà i circoli, i mondi di riferimento, l’organizzazione delle feste fino all’allestimento di appuntamenti tematici in diverse città italiane.

L’intenzione è quella di lavorare assieme al progetto, coinvolgendo ad ogni livello territoriale tutte le sensibilità, si dovrà assolutamente evitare che qualcuno abbia la sensazione, giusta o sbagliata che sia, di essere escluso; impariamo a conoscerci meglio nel lavoro.

La presidenza dell’assemblea sì è impegnata ad offrire un nuovo strumento denominato “Assemblea Nazionale 2.0” per far conoscere, riconoscere e poter contattare tutti i membri dell’assemblea stessa.

In pratica ogni componente avrà una pagina web con tutti i riferimenti anagrafici, curricolari e i vari recapiti per tendere un filo diretto con noi, vostri rappresentanti  in assemblea nazionale.

Louise Bonzoni


 

Proposte PD Chiari
InformaChiari Dicembre 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da Consiglieri di minoranza   
Venerdì 06 Febbraio 2009 19:31
 
INFORMACHIARI Dicembre 2007
SPECIALE
UN NUOVO POLO CULTURALE …(?)
 

 

L’editoriale
La generosità dei nostri amministratori

di Fabio Goffi
Consigliere Comunale

Vi racconteremo, in questo numero de “L’Informachiari”, della generosità dei nostri amministratori comunali. Per farlo ricorriamo ad una storiella che chissà, forse sarà anche realmente accaduta.
In un complesso immobiliare risiedevano numerose famiglie che, su indicazione di un condomino, approvarono durante un’assemblea la realizzazione di una piscina nella zona comune del complesso.
Tra le varie famiglie presenti vennero incaricati di seguire il progetto i signori Bianchi ed i signori Rossi.
Per prima cosa cercarono di sistemare nel miglior modo possibile l’area su cui avrebbe dovuto trovar spazio la piscina; una volta conclusa questa operazione incaricarono un esperto per ottenere un progetto ed un preventivo per la realizzazione della stessa.
Ben presto si resero conto che il desiderio dei residenti non avrebbe trovato concretizzazione: i costi risultavano essere troppo elevati rispetto alle possibilità finanziarie a disposizione.
Dopo che ripetuti tentativi volti a trovare una soluzione al problema non andarono a buon fine, i residenti decisero di incaricare per lo stesso scopo i signori Verdi ed Azzurri.
Trascorse un lungo periodo senza che nessuno fosse aggiornato di quanto i due stessero organizzando tranne per il fatto che, un bel giorno, il giardino comune, su cui avrebbe dovuto essere realizzata la piscina, venne completamente raso al suolo.
A chi li interpellava il Verdi e l’Azzurri rispondevano: “tranquilli, stiamo lavorando per la Vostra piscina”.
Alla prima assemblea dei residenti i due si presentarono con aria baldanzosa e soddisfatta e, in pompa magna, annunciarono di aver trovato la soluzione del problema.
E qui si scateno’ la curiosità degli altri condomini:
“Chi pagherà dal momento che le nostre disponibilità non ci permettono una simile spesa ?”
“Nessun problema” risposero Verdi e Azzurri “abbiamo trovato chi realizzerà la piscina gratuitamente!!!”.
“Come può essere” qualcuno domandò insospettito “che ci sia chi lavora gratis ?”
“Beh, no, in effetti….” cominciarono a ribattere “qualche concessione abbiamo dovuto farla”.
“E cioè ????” (gli insospettiti andavano via via aumentando).
“Beh, chi realizzerà la piscina vuole poter coltivare tutti i nostri orti e disporre degli ortaggi prodotti”.
“Tutto qui ?” chiesero i condomini “ Per una piscina potrebbe anche valerne la pena!”
“Beh no, in realtà tutti noi dovremo parcheggiare le nostre automobili al di fuori dei nostri garage e posti auto poiché il costruttore li affitterà a chi offrirà più di quanto noi possiamo offrire. Inoltre“ aggiunsero imbarazzati i due “per poter arrivare a casa non potremo più passare per la strada che ognuno di noi percorre abitualmente ma dovremo seguire il percorso che ci verrà imposto, per non disturbare chi parcheggerà nei nostri garage”.
“Non è che la soluzione ci entusiasmi più di tanto ma almeno” cominciarono a dirsi i residenti per consolarsi “avremo una bella piscina tutta per noi!!!”.

“Ehm, in realtà….. “ aggiunsero sempre più imbarazzati Verdi e Azzurri “ sul nostro giardino verrà piazzata una piscinetta fuori terra da 6 metri per 3 mentre sul resto dell’area a disposizione il costruttore realizzerà un chiosco dove venderà bibite, giornali, spuntini, perché il nostro complesso sarà aperto a tutti quanti vorranno frequentarlo. Ed anche noi, ogni qualvolta vorremo bagnarci, dovremo pagare un biglietto d’ingresso. Però tranquilli, l’impresario ci aveva chiesto la possibilità di poter utilizzare come cameriere per il chiosco le nostre mogli ma su questo siamo stati irremovibili. In ogni caso già da dopodomani inizieranno i lavori poiché abbiamo già sottoscritto gli impegni a nome dell’assemblea ed a breve avremo la nostra piscina” conclusero trionfali.
L’assemblea, sottolineando che tali decisioni avrebbero dovuto essere concordate preventivamente, non poté far altro che prendere atto di quanto i due avevano già avviato ed i condomini si avviarono verso le loro case imprecando contro i due.
Ora, come ogni storiella, anche questa vuole avere una sua morale e la si puo’ trovare nella risposta ad una semplice domanda: chi tra l’accoppiata Bianchi e Rossi e quella formata da Verdi ed Azzurri ha messo in pratica la classica “diligenza del buon padre di famiglia” ?
Simile è la situazione clarense per quanto riguarda la costruzione del “Nuovo Cinema Teatro Comunale” (!?!?!?!), una dicitura che nasconde in realtà la realizzazione di un centro commerciale da 8.000 mq all’interno del quale verrà ricavata una saletta cine/teatrale da 350 posti.
All’interno Vi racconteremo che a pagare tale opera non sarà la ditta che si è aggiudicata la gara d’appalto ma i cittadini clarensi ogni qualvolta parcheggeranno a pagamento la propria vettura.
Buona lettura.

Fabio Goffi


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La farsa del Polo della Cultura
di Federico Lorini
Consigliere Comunale

NUOVO CINEMA TEATRO CHI CI PERDE, CHI CI GUADAGNA

Il Sindaco con il supporto del suo staff sta per assegnare, o forse lo ha già fatto, alla società ELECA S.p.a. di Cantù la concessione per progettare e costruire ( con esclusione della gestione) il Nuovo Cinema Teatro di Chiari sul sedime dell’area dove sorgeva il preesistente edificio del Cinema Comunale, costruito nei primi anni 50 e fatto demolire dallo stesso nell’agosto dello scorso anno, senza la preventiva necessaria autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali.

In realtà la Concessione ad ELECA S.p.a., più che per la realizzazione di un CinemaTeatro o, come pomposamente definito dal Sindaco, di un Polo Culturale, è per un “comodo” Centro Commerciale di oltre 8.000 mq, concessi tra l’altro a condizioni estremamente favorevoli al privato e assolutamente penalizzanti per il Comune e quindi per i cittadini clarensi.
Vediamo in dettaglio i costi per il Comune e per i clarensi, cosi come risulta dai documenti e dalla bozza di Convenzione.
L’intervento è preventivato in circa 17 milioni di Euro ( si arrotondano le cifre per maggiore chiarezza e semplicità di esposizione, fermo restando che le cifre esatte non spostano di una virgola il risultato dell’analisi del progetto) .
Di questi 17 milioni di Euro, ca 8 Milioni sono stimati per realizzare l’opera pubblica
( Auditorium e tre piani di Parcheggio interrato), mentre i restanti circa 9 Milioni sono finalizzati alla realizzazione degli spazi commerciali ( il corsivo è ripreso letteralmente dalla relazione ufficiale di progetto)
L’Auditorium, una volta realizzato, sarà gestito a spese del Comune o di una società pubblico privato da costituirsi ad hoc. Quindi viene eluso completamente uno degli scopi del Project Financing che era anche quello di farsi carico dei costi di gestione. Ciò che non rende viene messo a carico del Comune!
I tre piani di parcheggi interrati (3°, 4° e 5° sottoterra, con 180 posti auto complessivi ), saranno gestiti per 30 anni dal Concessionario ELECA S.p.a. ,che incamererà i pedaggi e gli abbonamenti notturni e diurni.
Gli spazi commerciali di proprietà del Concessionario, sono in diritto di superficie per 90 anni e quindi lo stesso è libero di affittarli o di venderli a prezzi di mercato.
Vediamo adesso in dettaglio quello che “ ci mette” il Comune, quello che ottiene in cambio e quello che dovranno sborsare per 30 anni i clarensi per pagare un Centro Commerciale di 8.000 mq di una Impresa privata.

QUAL’E’ L’IMPEGNO ECONOMICO DEL COMUNE

1.100.000 € contributo di compartecipazione, a bilancio (100.000 € già spesi per la demolizione )

1.350.000 € valutazione, al ribasso , del prezzo di cessione dell’area in diritto di superficie (*), al quale il Comune tacitamente rinuncia

750.000 € Oneri di Urbanizzazione, primari e secondari, che il Comune non incasserà per gli oltre 8.000 mq di superficie commerciale (**) di nuova realizzazione.

500.000 € Contributo sul Costo di Costruzione ( 56% su 9 milioni di Euro), dovuto per Legge per le nuove costruzioni, che il Comune rinuncia ad incassare.

6.000.000 € Mancato introito per 30 anni del pedaggio degli attuali parcheggi a pagamento in Centro Storico ( pari a 200.000 Euro/anno x 30 anni)

600.000 € COSAP (tassa sulla pubblicità negli spazi commerciali) non incassata per 30 anni (nell’ipotesi minima di un introito di 20.000 € all’anno)

900.000 € Stipendio di due ausiliari del traffico, pagati dal Comune come risulta da Convenzione e dedicati al controllo dei parcheggi a pagamento gestiti dal Concessionario privato (^)

11.200.000 € TOTALE DELL’IMPEGNO DEL COMUNE

(*) lotto da 5.676 con volumetria di progetto pari a 60.658 mc di cui ca la metà in diritto di superficie e finalizzata alle attività commerciali e direzionali.
La valorizzazione del diritto di Superficie è effettuata utilizzando il 70% del prezzo stabilito per la cessione alle cooperative e imprese delle volumetrie di Edilizia Economico Popolare del Piano di Zona S. Gervasio ( 65 €/ mc x 0,70 x 30.000 mc = 1.350.000 € )

(**) Gli oneri vigenti per le attività commerciali sono: 69,27 € al mq per le urbanizzazioni primarie
e 22,54 € per le secondarie: Tot. 91,81 €/mq x 8.200 mq = 752.800 €.
(^) Si ipotizza il costo complessivo di 30.000 € all’anno per 30 anni

COSA OTTIENE IL COMUNE IN CAMBIO ?

1.300.000 € Valore dichiarato di costruzione dell’Auditorium, preso in carico dal Comune fin dalla ultimazione dei lavori. La relativa gestione con i relativi costi saranno a carico di una sociètà mista pubblicoprivato da costituirsi ad hoc

6.000.000 € Valore attuale di realizzazione dei tre piani di parcheggio interrati per 180 posti che entreranno a far parte del patrimonio comunale solo fra 30 anni, a Concessione scaduta.

7.300.000 € TOTALE DI QUANTO OTTIENE IN CAMBIO IL COMUNE

Il Comune quindi in questa operazione perde oltre 4 milioni di Euro.
NOTA: i mancati introiti degli attuali parcheggi a pagamento in Centro Storico uniti allo stanziamento a bilancio del Comune, come si vede, coprirebbero interamente i costi di realizzazione dell’opera pubblica nel suo complesso – Ma allora ,perché coinvolgere un Concessionario?

E LA SOCIETÀ CONCESSIONARIA ELECA S.P.A. ?
Come s è già sopra evidenziato, ELECA S.p.a. si ripaga abbondantemente i costi delle opere pubbliche non versando quanto sarebbe dovuto al Comune per le volumetrie commerciali/direzionali che può realizzare e con i ricavi della gestione trentennale dei nuovi parcheggi interrati che realizza e di quelli attualmente a pagamento in Centro Storico o che lo diventeranno, concessi in gestione.

Il resto è tutto guadagno!

Infatti per la parte relativa alle superfici commerciali, nel piano economico finanziario si afferma letteralmente: “... .a fronte di un costo complessivo di realizzazione pari a 8.333.000 € , sono stati stimati ricavi per 10.987.00 € , da cui ne deriva un margine di sostegno dell’iniziativa complessivamente quantificabile in 2.654.000 € !”
Comodo no ?
Poi ci sono i ricavi della gestione dei nuovi parcheggi a pagamento concessi in gestione, si dice testualmente ... “ in relazione alla necessità di garantire l’equilibrio economico finanziario dell’investimento previsto” !!!
Si tratta di altri 410 posti macchina, ( in aggiunta ai ca 150 già ora a pagamento nel Centro Storico ed i 180 interrati da realizzare )
Tenendo per buoni i dati forniti e ipotizzati dalla società Concessionaria, tali ricavi sono quantificabili in ca 650.000 € all’anno.
Detratte le spese di gestione ( 300.00 €/ anno), ne deriva un guadagno ( ipotesi minima) di ca 350.000 € all’anno ,che in trent’anni fanno 10,5 milioni di Euro!!!
A questo ci sono da aggiungere gli introiti della pubblicità esentasse negli spazi commerciali, valutabile in altri 100.000 € all’anno ( altri 3 milioni di Euro in trent’anni), gli affitti di un piano di box interrati privati in diritto di superficie per 90 anni.
Non c’è che dire: quanta grazia Sant’Antonio !

SAREBBE QUESTO L’INTERESSE PUBBLICO DELL’OPERA PROCLAMATO DALLA GIUNTA COMUNALE CON LA DELIBERA N ° 95 DEL 17 LUGLIO 2007?
( un assessore, si legge nella delibera, in quanto non presente alla seduta di giunta, ha dato il suo assenso addirittura interpellato per telefono!!!)

SU CHI GRAVERANNO QUESTI GUADAGNI DEL CONCESSIONARIO ?
NATURALMENTE SUI CITTADINI


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Padroni a casa nostra !
… ma dove ?

di Maurizio Libretti
Consigliere Comunale

Un vero e proprio salasso. È ciò che si preannuncia tra qualche mese a carico di noi clarensi. Provate ad immaginare i posti auto, i parcheggi liberi, senza parcometri, oggi disponibili in Città e da noi regolarmente utilizzati.
Pensate a quelli di V.le Mellini, di Via Delle Battaglie quelli vicino alle scuole Martiri e Pedersoli, pensate ai posti macchina zona ex Macello e di V.le Bonatelli, e quelli dell’ex Consorzio Agrario.
Ora sono tutti liberi, si parcheggia e sono gratuiti. Bene l’attuazione dell’accordo per la realizzazione del presunto Polo Culturale prevede sostanzialmente che siano i cittadini clarensi a pagarlo. Come ? 557 stalli di sosta oggi esistenti in Città (art. 6 convenzione) saranno a pagamento. A questi si aggiungeranno gli stalli di sosta (per un numero di 180) che il Concessionario realizzerà sotto l’area dell’ex Cinema Teatro, e così per un totale di 737, e ciò per 30 anni.
Pubblichiamo la planimetria dove troverete rappresentata la nuova classificazione dei parcheggi. Precisiamo subito che nella piantina sono esclusi i posti auto dell’ex Consorzio semplicemente perché … … il foglio non era abbastanza grande.

Planimetria

Come avete potuto vedere nelle pagine centrali i parcheggi sono segnati in tre colori diversi, BLU, ROSSI e VERDI. Cercheremo di spiegarveli.
Cominciamo con quelli di colore rosso. Come avrete già intuito sono quelli soggetti in superficie a tariffa oraria, ovvero a pagamento (€.1,00/h). A questi 295 spazi di sosta vanno aggiunti i 50 dell’interrato dell’ex Macello ed i 212 dell’ex Consorzio.
La convenzione prevede diverse fasi di attuazione. I parcheggi interrati dell’ex Consorzio e dell’ex Macello potranno diventare a pagamento da subito, ed è quello che sta già succedendo in questi giorni.
Quelli in superficie, che sono la maggior parte, potranno diventare tutti a pagamento a partire dal 18° mese dalla firma della concessione, ovvero nella seconda metà del 2009.
Qui facciamo una maliziosa osservazione : sarà un caso ma il grosso dei parcheggi diverrà a pagamento solo dopo le prossime elezioni amministrative. Quando si dice una campagna elettorale tranquilla ! … sfortunato il prossimo Sindaco.
Ma andiamo avanti. Nell’attesa che i parcheggi ROSSI diventino tutti a pagamento (ovvero dopo le prossime elezioni) l’Amministrazione, per preparare i cittadini al definitivo salasso, ma soprattutto per incoraggiarli ad utilizzare quelli che a pagamento lo saranno da subito, si è impegnata a “… regolamentare(li) a mezzo disco orario a frazioni di 30 minuti …”.
Detto in soldoni significa che, fin da subito, in tutti gli spazi di sosta segnati in rosso nella cartina che abbiamo pubblicato, non si potrà più parcheggiare lasciando l’auto per un ora o più come accade adesso, ma la si potrà lasciare per non oltre 30 minuti, e ciò in attesa che diventino a pagamento.
Non sorte diversa spetta ai parcheggi segnati dal colore BLU e VERDE.
Per questi la convenzione prevede che “… gli stalli a raso esistenti … … non ricompresi tra quelli a pagamento dovranno essere riservati ai residenti della relativa Zona di Influenza o ad autorizzati, fino al 100 % della disponibilità, mediante idoneo contrassegno … Se non assegnati a residenti o autorizzati potranno essere utilizzati gratuitamente ma solo ed esclusivamente a rotazione (mediante disco orario regolato a 30 minuti).”
L’accordo prevede, per altro, che tale nuova regolamentazione dovrà essere predisposta dal giorno successivo alla firma della convenzione.
Ciò significa che, salvo per alcuni residenti, anche per questi parcheggi in tutte la zone a Nord, Est e Sud della Città ricompresse nell’area di influenza del nuovo polo culturale, non si potrà più fermarsi se non per soli 30 minuti, dopodiché o si torna a cambiare il disco orario o si piglia la multa.
Lo so quello che state pensando :“ … all’inizio sarà in questo modo ma poi …, come in tutte le zone a disco orario si chiuderà un occhio e ci si potrà stare lo stesso per qualche mezz’ora in più. Suvvia … non sarà proprio Chiari a fare la Cenerentola …”
Voi pensate così, ma non avete fatto i conti con il nostro zelante Sindaco.
Egli, infatti, ha pensato bene per evitare che qualcuno sfugga e si faccia sberleffo della rigida disposizione di inserire una norma, che ha veramente dell’incredibile, e che riportiamo integralmente perchè non vorremmo crederci :
“… In merito agli addetti necessari alla gestione dei parcheggi, il Concedente – il
Comune (n.d.r.) – con la presente Convenzione si impegna ad attivare dal giorno successivo alla firma della Convenzione ed a mantenere a proprie spese, per tutta la durata della Concessione (30 anni) un numero di 2 (due) ausiliari del traffico, il cui servizio verrà comunque gestito e organizzato direttamente dal Concessionario (la società che gestirà i parcheggi) n.d.r. ed a favore dello stesso …”.
In sostanza 2 (due) ausiliari del traffico pagati per 30 anni a tempo pieno dal Comune, per svolgere servizio a favore della società che gestirà i parcheggi assunti appositamente per tartassare i cittadini di Chiari. Una vera beffa !
Ci sarebbe ancora moltissimo da scrivere ma purtroppo lo spazio stringe, così vorremmo chiudere con una chicca finale che la dice lunga di come l’Amministrazione abbia … come dire … fatto i saldi di fine anno :
Artico 15 “ … il Concedente – il Comune n.d.r. – assume l’obbligo di condividere con il Concessionario (la società che gestirà i parcheggi) eventuali revisioni dello strumento urbanistico regolamentante il traffico e la sosta, allo scopo di garantire l’invarianza (?) delle condizioni di esercizio …, in difetto …, sarà facoltà del Concessionario invocare la revisione della Concessione …”, cioè di allungarla ancora, se non bastasse, di qualche annetto.
In sostanza … non solo ci paghiamo di fatto il nuovo presunto Polo Culturale ma non siamo più nemmeno … PADRONI A CASA NOSTRA.

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Un’opera utile per i Clarensi
di Ermanno Pederzoli
Consigliere Comunale

Nell’Agosto 2006 il Sindaco di Chiari decise, di proprio conto o con suggerimenti di alcuni amici, di radere al suolo il Cinema teatro Comunale con la banale scusa che esso stava diventando un rifugio per clandestini e un letamaio causato da piccioni e volatili vari.
Un anno dopo ci rendiamo conto che “ non tutto il male viene per nuocere ”, prendendo atto che cittadini clarensi e non solo (visitatori dell’ospedale Mellini, visitatori della vicina Villa Mazzotti, sede spesso di mostre e convegni) si trovano uno spazio che permette un parcheggio gratuito per circa 80 veicoli, servizio considerevole vista la carenza di parcheggi disponibili.
Sarà la voglia di regali natalizi che spinge l’amministrazione a (regalare) a privati questo spazio che ormai noi cittadini consideriamo utile per l’uso che ne facciamo ora.
Far costruire su quest’area degli spazi commerciali, dei box e parcheggi sotterranei per tre o quattro piani, dando poi la facoltà ai costruttori privati dell’opera di far pagare 737 parcheggi per 30 anni in cambio di un polo culturale delle dimensioni inferiori al vecchio teatro Sant’ Orsola, risulta essere una presa in giro!
Da aggiungere che la cessione del diritto di superficie per 90 anni obbliga la Città a rinunciare ad un bene pubblico e fa sì che i cittadini clarensi con le loro monetine finanzino un’opera privata e non pubblica.
Considerato che gli attuali circa 150 parcheggi a pagamento rendono alle casse comunali 190 mila euro all’anno, cosa renderebbero 737 parcheggi a pagamento ai privati ?
Cosa ci guadagna la città ? Nulla !
Per finanziare la costruzione di un’opera quale un nuovo Cinema Teatro comunale sarebbe sufficiente che l’attuale amministrazione e le amministrazioni future investissero per 10 anni i proventi derivanti dagli attuali parcheggi a pagamento e ci troveremmo a disporre di circa 2 milioni di euro, e l’unico problema sarebbe trovare una nuova locazione per l’opera in questione.
Lasciare l’attuale spazio adibito a parcheggio potrebbe essere una delle poche opere pubbliche utili per la Città che questa amministrazione ha saputo fare.
Non creare mostri architettonici in un’ area urbanistica dove esistono tuttora bellissime ville risalenti ai primi anni del Novecento è un auspicio che quasi tutti gli abitanti della zona si aspettano, per cui invitiamo i residenti della zona e tutti i cittadini clarensi che utilizzano il parcheggio gratuito, a far sentire la loro voce all’attuale amministrazione.

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Occorre una maggiore attenzione per gli aspetti socio culturali
di Giuseppe Delfrate
Consigliere Comunale

Sono diverse le motivazioni di contrarietà al progetto che la Giunta Mazzatorta vuole realizzare sull’area dell’ex Cinema, in viale Mazzini.
Da parte mia cercherò di evidenziare il mancato coinvolgimento dei cittadini nella scelta, e la totale assenza degli aspetti socio culturali nel progetto.
L’amministrazione comunale, in virtù delle normative riguardanti gli enti locali e del proprio Statuto, è chiamata ad operare nell’interesse dell’intera comunità che amministra, temporaneamente, ponendo particolare attenzione a non precludere i diritti e gli interessi dei cittadini, sia di oggi che di domani.
Ne consegue che le decisioni riguardanti il futuro della Città vanno ampiamente condivise con i cittadini attraverso pubblici confronti e dibattiti.
Purtroppo, anche in questo caso, come per le strutture scolastiche, nessuna occasione di partecipazione democratica è stata offerta alle famiglie, ai rappresentanti di associazioni, enti, partiti politici, semplici cittadini di Chiari.
Questa Amministrazione comunale, a differenza delle precedenti, non si preoccupa di far crescere culturalmente l’intera popolazione offrendo molteplici occasioni perché i tanti talenti, ormai sopiti, abbiano la possibilità di emergere e di lievitare nel tessuto sociale. Tutto questo è necessario perché la comunità, nel suo insieme, sappia affrontare, responsabilmente, i grandi temi della vita; antropologici, etici e sociali.
Almeno per queste ragioni, non è pensabile collocare il “Polo della cultura” nel mezzo di un centro commerciale.
Chiari ha bisogno di un Teatro dotato di parcheggio proprio e finalizzato al grande pubblico clarense e oltre.
Ma la nostra Città soffre pure per la mancanza di luoghi dove i giovanissimi e i giovani studenti possano esprimere tutta la loro creatività, attraverso piccoli complessi musicali e gruppi teatrali.
Un’ ultima considerazione riguarda l’aspetto economico. Per una sana ed ampia cultura di base si devono mettere in campo risorse economiche pubbliche; è un investimento prioritario, sia per l’oggi che per il domani. A condizione che le Amministrazioni cittadine mantengano l’indirizzo politico delle attività culturali che si intendono sviluppare, non confondendo gli aspetti puramente economici con quelli culturali.
Prima di procedere in questa operazione, vincolante per le generazioni future, chiediamo un incontro “libero”con alcuni uomini di pensiero e di cultura per individuare, insieme, le scelte più appropriate da compiere al riguardo.

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Informachiari: Via Villatico – Chiari – Periodico di informazione politica e sociale .
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Editore: Fabio Goffi
Direttore Responsabile: Marco Dotti
Registrazione n. 10/2006 presso il Tribunale di Brescia
Redazione: Gruppo Coordinamento Centro Sinistra
Stampa: Grafiche Nuova Stampa srl
Anno II – II^ edizione

I Consiglieri Comunali di opposizione augurano a tutti I Cittadini di Chiari Buone Feste e Un sereno S.S. Natale

 
 
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