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Scrivo al mio Paese. Scrivo agli italiani che tornano a casa, a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria o che alimenta autentici colossi del malaffare come quelli emersi in questi mesi.


Scrivo ai lavoratori che sentono che si è aperto un tempo nuovo e difficile, in cui, per resistere alla pressione di una globalizzazione diseguale, dovranno rinegoziare e ritrovare un equilibrio nuovo tra diritti e lavoro. Scrivo ai nuovi poveri italiani, i ragazzi precari, che arrivano a metà della vita senza uno straccio di certezza, senza un euro per la pensione, senza un lavoro sicuro, senza una casa, senza la sicurezza di poter mettere al mondo dei figli. E senza che politica e sindacati si occupino di loro.
Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo. In fondo due anni fa, un secolo di questo tempo leggero e bulimico, quasi quattordici milioni di italiani fecero una croce sul simbolo che conteneva il mio nome come candidato alla presidenza del Consiglio. Se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremmo noi a guidare il Paese.

Ma non è successo, per tanti motivi. Come cercherò altrove di approfondire, credo più per ragioni profonde e storiche che per limiti di quella campagna elettorale che si concluse con il risultato elettorale più importante della storia del riformismo italiano. Non è successo e dopo alcuni mesi io mi feci da parte. Forse è questo l'altro titolo per il quale sento di potermi rivolgere al mio Paese. Sono stato tra i pochi che si sono fatti da parte davvero (caricandomi responsabilità certo non solo mie). Non ho chiesto alcun incarico, non ho fatto polemiche, non ho alimentato veleni. Ho semmai taciuto e ingoiato fiele, anche di fronte a varie vigliaccherie.

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti. Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico chi governa questo Paese sembra dominato dal desiderio della instabilità. E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Prima l'abbandono di Casini, ora la irreversibile crisi con Fini. Le forze più moderate hanno abbandonato uno schieramento sempre più dominato dalla logica puramente personale degli interessi di Berlusconi e dallo spirito divisivo di una Lega che alimenta ogni forma di egoismo sociale con lo sguardo solo al tornaconto elettorale immediato. Con effetti che già registriamo nel sentire diffuso


 

Pubblichiamo la richiesta di rettifica indirizzata in data odierna alla redazione di Chiari Week

 

"Egregio Direttore

(iN) Chiari Week

viale Mellini, 11

25032 Chiari

 

Richiesta di rettifica 

Richiesta di rettifica, ai sensi dell'art. 10 della legge 6 agosto 1990 n.223 e del Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992,  n. 255,  delle affermazioni contenute nell’articolo“Una commissione d’inchiesta sul Polo cultura: la proposta in Consiglio” pubblicate sul numero di venerdì 9 luglio 2010 di “IN Chiari Week”, nella parte in cui si afferma:

 

Il PD in particolar modo in primavera aveva diramato un volantino nel quale accusava l’Amministrazione di aver dirottato il milione di euro di soldi pubblici su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord tramite una società svizzera, la “Sole alto”, azionista di un’altra società, la “Jolly immobiliare”, proprietaria di alcune quote di “Eleca”. Ipotesi già all’epoca smentita categoricamente dai vertici della Lega Nord clarense e dagli amministratori”

 

In ordine a tale inciso il PD di Chiari esprime il suo stupore nel veder attribuite allo stesso dichiarazioni o condotte assolutamente non corrispondenti al vero. Il PD di Chiari afferma, infatti, di non aver mai redatto, contribuito a redigere né di aver fatto proprio un volantino e/o condiviso dichiarazioni in forza dei quali si accusava l’Amministrazione Comunale di aver dirottato il milione di euro (versato ad Eleca Chiari Srl) su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord né, tanto meno, di aver reso comunicati di qualsivoglia sorta aventi contenuti riconducibili, anche solo nel senso, a quanto riportato nell’inciso sopra esposto.

 

Tale circostanza è già stata ampiamente ribadita anche in Consiglio Comunale nella seduta del 30.03.2010. Se, infatti, il PD clarense fosse al corrente dei fatti come prospettati dal settimanale e tali fatti fossero confermati da prove certe, non costituirebbero certo l’oggetto di un volantino di propaganda politica, ma  una precisa denuncia all’Autorità Giudiziaria.

 

Sarebbe utile quindi, prima di pubblicare cose di tale gravità, controllare ed accertarsi, con perizia, della veridicità di tutte le circostanze e ciò al fine di evitare di coinvolgere il PD di Chiari in strumentalizzazioni e/o speculazioni politiche o di altro genere, a cui non intende in alcun modo prestarsi.

 

Pertanto, ai sensi dell’art. 10 della citata legge, chiediamo che la presente comunicazione venga pubblicata nel prossimo numero del vostro Giornale come “richiesta di rettifica”.

 

Distinti saluti.

 

La Segreteria

del PD di Chiari"

 


 

Pd Info - 4 giugno 2010

 

Cari Circoli,

 

cosa avevamo scritto appena una settimana fa? “Tutta colpa della Grecia” sarà il mantra con cui il Governo cercherà di mascherare la propria inefficienza, e difatti scommessa vinta. Diciamolo chiaro: una manovra centralista come questa, che sfiora i problemi del momento senza nessuna preoccupazione per la struttura stessa della crisi che ci troviamo davanti, servirà solo a levare qualche piolo ancora alla già traballante scala cui sono appesi i destini di migliaia di lavoratori, di imprese, e quindi di famiglie. Non possiamo accettarlo: lo ha detto anche il Segretario Bersani e noi lo ribadiamo con forza, o cominciamo a ragionare con parole di verità, o il Governo è disposto ad ammettere gli errori che sono stati commessi, oppure dare una mano sarà semplicemente impossibile perché non si può aiutare chi vuol dimostrare di non avere bisogno di aiuto.

 

E la verità è che di tagli, in questa manovra, ce ne sono pochi e quasi tutti “cosmetici”, di quelli che hanno magari un rapido impatto mediatico ma che poi, alla prova dei fatti, incidono poco o niente. Ci sono, piuttosto, seri freni allo sviluppo, alla formazione, alla scuola, alla sanità. E ci piacerebbe davvero sapere come intendono aiutare i consumi a riprendere o l’economia a rilanciarsi se la capacità di spesa delle famiglie viene ridotta sino a tendere a zero. Ci saranno costi per tutti ma soprattutto per i più piccoli e i più poveri: migliaia di farmacie che saranno costrette a chiudere ad esempio, e proprio là dove più se ne sente il bisogno ovvero nei piccoli centri, nei Comuni di montagna, proprio in quella microrealtà territoriale di cui la Lombardia è così ricca. E se proprio la Lombardia dovrebbe gridare con voce più forte il pericolo rappresentato dai tagli del Governo, è singolare (e inquietante) constatare l’assordante silenzio della Lega, che non spende una sola parola sul calvario degli Enti Locali, sull’imminente taglio dei servizi oggi garantiti dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e che come al solito si rifugia nella propaganda sterile. In che altro modo interpretare la scelta di indicare nei venditori ambulanti il nodo dell’evasione fiscale? Siamo dunque al grottesco elevato a programmazione economica; e il federalismo fiscale? Con quali risorse sarà realizzato dopo il passaggio di questa mannaia? Tagliano i bilanci dei Ministeri del 10% e le Regioni di tre volte tanto, proprio quando il comparto dei Comuni è l'unico in attivo di tutta la pubblica amministrazione e dal 2004 ha contribuito all'abbattimento del debito pubblico per 5 miliardi di euro.

 

Non stanchiamoci di ripeterlo, facciamo davvero un passaparola che deve travalicare i confini delle nostre conoscenze personali e dei nostri Circoli: questa manovra è il risultato di una politica economica profondamente sbagliata in cui il preteso “risanamento” prescinde da ogni considerazione sulla crescita o sull’equità, e sarà pagata a caro prezzo dai lavoratori come dagli studenti (su chi si abbattono i tagli alla scuola?)  come dai pensionati e dalle piccole imprese. Il Pd propone allora la sua manovra. Investire in economia verde, risparmio, efficienza energetica, scuola, università, ricerca. E poi una riforma fiscale che sposti il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale, l’allentamento del patto di stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni. Tutti temi che nei nostri siti nazionale e regionale sono indicati, così come le prove (video e audio, non smentibili) delle favole raccontate da Tremonti sino a pochi mesi fa o degli “inviti” di Berlusconi ad autoregolarsi di fronte alle tasse. Possono smentire quello che vogliono, ma davanti alle dichiarazioni registrate le chiacchiere stanno a zero.

 

Ci troviamo di fronte a un tema pesante, duro, che ci toccherà a lungo. Quello che vogliamo fare insieme a voi, insieme a ogni Circolo, è un lavoro di comunicazione che deve avere due direzioni: dal partito al territorio e viceversa. Se volessimo semplicemente raccontare un tema via l’altro, questa newsletter sarebbe una perdita di tempo tanto scriverla quanto leggerla. Abbiamo un riscontro molto positivo: tanti di voi ci hanno risposto, hanno sottolineato con noi molti temi che abbiamo affrontato, hanno chiesto precisazioni e fatto suggerimenti, hanno anche mosso critiche ma sempre in modo costruttivo e utile ad andare ancora più nel profondo delle questioni.

 

Con amicizia,

 

Maurizio Martina

Segretario regionale Partito Democratico lombardo

 

Roberto Rampi

Responsabile Organizzazione PD Lombardo


 

Una manovra di soli tagli e a pagare sono sempre lavoratori e pensionati.


 

Cara democratica,  caro democratico

 

sento doveroso renderti partecipe della mia presenza all’assemblea nazionale con un breve resoconto della stessa.

La relazione del segretario è stata largamente condivisa dagli intervenuti al dibattito e si sono già delineate alcune scelte di fondo  chiare sui temi  da metter sul tavolo  per il confronto con la destra e dei ragionamenti  e proposte da contrapporre agli slogan urlati dalla Lega.

Tutto ciò  principalmente con un  nuovo metodo di confronto interno con percorsi larghi  e aperti di partecipazione su proposte innovative in base ai documenti elaborati dai Forum, dalla Segreteria e dai Gruppi Parlamentari ed integrati dai verbali delle commissioni alle quali abbiamo partecipato.

Sono state due giornate molto intense di scambi ed approfondimenti dei documenti proposti dai gruppi di lavoro e finalmente , contrariamente al passato, l’assemblea è stata un luogo di discussione e di sintesi di elaborazione di idee e proposte.

Ciò che è stato redatto dovrà  pertanto esser riportato nei circoli per ulteriore discussione, approfondimento e per arricchirsi di  eventuali  proposte integrative.

Il risultato di questa larga consultazione detterà finalmente la linea politica che il PD adotterà, un vero riconoscimento di quell’ascolto del territorio, di quel federalismo che è alla base del progetto PD.

Sperando di far cosa gradita ho preparato sul sito provinciale una sezione apposita denominata “Assemblea nazionale 2010” nella quale ho raccolto  tutti i documenti per le future discussioni nei circoli e che troverete al seguente link.

http://www.pdbrescia.it/index.php?option=com_rokdownloads&view=folder&Itemid=288&id=304:assemblea-nazionale-2010

Si aprirà dunque un percorso di coinvolgimento organizzativo e in rete che interesserà i circoli, i mondi di riferimento, l’organizzazione delle feste fino all’allestimento di appuntamenti tematici in diverse città italiane.

L’intenzione è quella di lavorare assieme al progetto, coinvolgendo ad ogni livello territoriale tutte le sensibilità, si dovrà assolutamente evitare che qualcuno abbia la sensazione, giusta o sbagliata che sia, di essere escluso; impariamo a conoscerci meglio nel lavoro.

La presidenza dell’assemblea sì è impegnata ad offrire un nuovo strumento denominato “Assemblea Nazionale 2.0” per far conoscere, riconoscere e poter contattare tutti i membri dell’assemblea stessa.

In pratica ogni componente avrà una pagina web con tutti i riferimenti anagrafici, curricolari e i vari recapiti per tendere un filo diretto con noi, vostri rappresentanti  in assemblea nazionale.

Louise Bonzoni


 

Circolo PD di Chiari
COMMENTO AL BILANCIO CONSUNTIVO 2009 DEL COMUNE DI CHIARI PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Libretti   
Mercoledì 19 Maggio 2010 10:21

L’aver centrato, fortunosamente sacrificando un pezzo di piena campagna clarense, l’obbiettivo del rispetto del patto di stabilità ha evitato il peggio, ma certamente non risolve la questione di un bilancio 2009 dal profilo assai basso.

I dati macro economici del rendiconto 2009 non giustificano certamente atteggiamenti disinvolti ed attestano una realtà con molte ombre.
Bastano alcuni dati. Nell’anno passato complessivamente il totale accertamenti ed impegni evidenzia che si sono spesi 6 mil/€ in più rispetto a quanto si e’ incassato e ciò e’ stato possibile solo consumando il fondo iniziale di cassa.

L’avanzo di amministrazione 2009, inoltre, che è il risultato di una sensibile riduzione dell’avanzo di cassa disponibile, risulta già interamente destinato (e siamo solo a fine aprile 2010) ad opere pubbliche, che solo un mese fa con l’approvazione del bilancio di previsione 2010 erano state finanziate con oneri di urbanizzazione previste in entrata in maniera non realistica. L’amministrazione, che non fosse una previsione realistica, lo ha implicitamente riconosciuto visto che ha ridotto la stima – approvata a marzo - in entrata degli oneri di urbanizzazione di oltre il 40% nel Consiglio Comunale u.s. del 30 aprile. L’utilizzo integrale fin da subito dell’avanzo di amministrazione comporterà una forte rigidità nella gestione delle risorse per il 2010. La amministrazione di fatto già ad aprile dimostra di avere finanziariamente il “fiato corto”.

I dati evidenziano, inoltre, una caduta verticale - solo il 22% (il peggior risultato da sempre) - delle spese per gli investimenti rispetto a quanto programmato.
In sostanza in conto capitale (opere pubbliche) nell’anno 2009 si sono avuti solo il 22% (4,07 ml/€) delle risorse originariamente programmate in entrata (18,30 ml/€) e con tanta enfasi in campagna elettorale promesso. Un vera e propria debacle ed il fallimento di una politica di investimenti 2009 fondati sulla previsione di contributi esterni, in particolare regionali, mai arrivati.

A ciò, inoltre, si aggiunga che di quel 22% (4,07 ml/€), effettivamente a fine anno  risultato finanziato, non si è riusciti a spendere nemmeno tutto, posto che su questa voce avanzano circa 1,39 ml/€ rispetto ai citati 4 ml/€ alla fine anno effettivamente spendibili.

Per contro sulla parte corrente (spese fisse ed ordinarie) si spende più di quanto si incassa.
Nel conto economico, infatti, il comune perde nella gestione operativa (entrate costanti/spese fisse) circa mezzo milione di euro e solo grazie a proventi straordinari arriva al pareggio economico.


 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Maggio 2010 10:33 )
 
Acqua pubblica tra referendum e nuova legge PDF Stampa E-mail
Scritto da Leone Orizio   
Mercoledì 12 Maggio 2010 19:54

Il Partito Democratico deve sentire la responsabilità di occuparsi del tema “Acqua pubblica” con l’obbiettivo di gestire al meglio una risorsa indispensabile e quindi definire le regole che servono per organizzarne l’uso in termini di tutela della sua qualità (inquinamento e depurazione) e quantità (riduzione del consumo). Consapevole che per fare questo servono risorse economiche, infrastrutture, capacità tecnico/gestionali e serve anche,porsi alcune domande
Tutte le leggi dello Stato assicurano l’acqua come bene pubblico. Questo principio deve essere difeso e reso reale, a partire dal diritto all’accesso alla risorsa per tutti e sempre. Sappiamo che non è così in aree del paese dove la risorsa scarseggia in quantità e qualità , a causa di gravi carenze di servizi e
infrastrutture. Le modifiche imposte con il voto di fiducia dal Governo vanno respinte anche perché trasformano l’affidamento diretto, dove al privato, anche minoritario, viene affidato “ope legis” il ruolo di guida. Qui trae origine la ragione prima del nostro sostegno al referendum. Nell’immediato l’impegno del Partito Democratico è spingere per l’abolizione delle parti del 23-bis che prescrivono la cessione forzata del controllo pubblico delle aziende.
Infatti con la nuova norma, le società pubbliche, che hanno una gestione affidata senza gara - è il caso delle società affidatarie a BRESCIA - , dovranno cedere al privato il controllo o decade il contratto. Per il Governo il gestore privato è, per definizione, migliore di quello pubblico. Ma la realtà, a BRESCIA, smentisce tale assunto: ci sono aziende del tutto controllate da soggetti pubblici, efficienti ed efficaci. Il PD deve difendere il patrimonio costituito dalle aziende pubbliche, spesso di alto livello, non la cattiva gestione solo perché è pubblica. Su questo punto si inserisce un tratto distintivo della posizione del Partito Democratico nella vicenda referendaria in atto: Il Partito Democratico non è contro le gestioni affidate da un soggetto unico, l’Autorità D’ambito, anche a mezzo gara a società pubblica. Mentre un problema sarebbe, come sostiene una parte del fronte referendario, il ritorno alla frammentazione delle gestioni, il ritorno allo “Status quo ante” , che impedisce economie di scala. La “legge Galli” è stata il risultato dell’azione delle forze del centrosinistra. Andrebbe applicata ovunque per ottenere: il massimo della tutela della risorsa; la sua accessibilità per tutti, l’efficacia e l’efficienza del sistema e,come dice la legge, serve il governo e il pieno controllo pubblico sulle reti e sull’organizzazione del servizio e la più moderna gestione industriale, a prescindere dalla natura societaria del gestore. Ed è in questo senso che viene manipolata – privatizzandola per legge - dal nuovo testo introdotto dal Governo (articolo 23-bis sui servizi pubblici locali) sul quale il PD ha fatto battaglia parlamentare.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Maggio 2010 19:59 )
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IL PD BRESCIANO PER L'ACQUA PUBBLICA PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria provinciale   
Venerdì 07 Maggio 2010 17:36

 STIAMO NEL REFERENDUM CON LA NOSTRA IDENTITA’

Il Partito Democratico è in prima fila nella battaglia per l'acqua pubblica e la gestione del servizio idrico integrato dopo che il Governo ha imposto un’inaccettabile privatizzazione forzata contro la quale già i Gruppi parlamentari hanno condotto una ferma opposizione. La difesa dell'acqua pubblica è anche al centro di due diverse iniziative referendarie, una promossa dal forum acqua pubblica, l'altra dall'Italia dei Valori. Siamo vicini a quanti decidono di combattere contro la privatizzazione forzata dell'acqua e della sua gestione attraverso lo strumento del referendum è per questo che nei territori daremo sostegno e aiuto per la raccolta delle firme. Ma pensiamo che il referendum non sia sufficiente a condurre la necessaria battaglia politica e a regolamentare questa materia come necessario. Infatti esso abroga parti di leggi e quindi non è in grado di ridefinire un quadro articolato di norme coerenti come invece richiede un bene così importante come è l'acqua, e un servizio così complesso come è il servizio idrico integrato. Affinché l’Acqua sia un Bene Pubblico “davvero” a disposizione, nel migliore dei modi, di tutti i cittadini, sono necessari alcuni fattori:
- una forte regolazione pubblica che garantisca servizi elevati e ben monitorati,
- il ruolo fondamentale di regioni e servizi locali nelle scelte di affidamento del servizio idrico integrato,
- un profilo di qualità ma di scala industriale per la gestione dello stesso,
- l’esistenza di un quadro normativo chiaro e stabile,
- la garanzia della determinazione di “tariffe eque” e di tariffe “sociali” per quanti siano in stato di bisogno,
- la definizione di vincoli che garantiscano l’effettuazione degli investimenti necessari al miglioramento del servizio.
Noi, Democratici bresciani, dobbiamo essere, nel territorio, protagonisti di un patto per l'acqua pubblica. Vogliamo costruire insieme ai nostri amministratori locali, al Partito nazionale e regionale e ai cittadini, il nostro contributo al disegno di legge complessivo sull'acqua pubblica e sul servizio idrico integrato. Chiederemo poi ai cittadini di sostenerlo firmando un documento d’ intenti. In questo senso si muove l’iniziativa della segreteria provinciale del PD bresciano che invita a presentare Ordini del Giorno in tutti i Consigli comunali, chiede ai Circoli di sostenere la raccolta firme, organizzare iniziative e ai Consiglieri comunali di mettersi a disposizione per l’autentica delle firme raccolte.

Presso la Federazione, a partire dalla prossima settimana (sarete avvisati via mail), saranno a disposizione materiali della nostra campagna “ PD per l’acqua pubblica”: manifesto, cartoline ecc. Saranno inoltre ritirabili i moduli della raccolta firme per il referendum.

Il segretario provinciale

Pietro Bisinella

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 07 Maggio 2010 17:40 )
 
La nostra acqua PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gruppo Consiliare PD   
Martedì 04 Maggio 2010 14:18

Spett.le Sindaco Comune di Chiari

Spett.le Presidente del Consiglio Comunale Comune di Chiari 

             INTERPELLANZA

Con la presente i sottoscritti Consiglieri Comunali sono a svolgere ai sensi dello Statuto del regolamento applicativo vigente la seguente interpellanza, con richiesta di risposta orale nel Consiglio Comunale prossimo venturo: “In data 18.03.2010 è pervenuta all’A.C. una lettera da parte della ASL di Brescia direzione gestionale distrettuale con la quale la stessa, oltre a richiamare quanto già oggetto di precedente missiva, segnalava il progressivo aumento dei valori dei “NITRATI” presenti nell’acqua approvvigionata nei pozzi rispettivamente della Loc. Santellone e S. Pietro “ … vicini e quasi sovrapponibili al valore limite fissato di 50 mg/l …”. A fronte di tale circostanza la ASL ha paventando la necessità di inibire, dinnanzi anche ad un minimo peggioramento dei dati (a febbraio misurati in 48 mg/l e 47 mg/l), il consumo dell’acqua di provenienza da tali pozzi.Alla luce di quanto sopra si chiede di sapere-           quale iniziative sono state adottate dall’Amministrazione Comunale ed i provvedimenti adottati in relazione a tale problema.-          il risultato dei controlli interni posti in essere dalla Amministrazione Comunale dal giugno 2009 sui pozzi segnalati dall’ASL.Si chiede, inoltre, di sapere se -          la A.C. ha provveduto al controllo anche degli altri pozzi di approvvigionamento della Città, oltre a quelli segnalati dall’ASL,-          la presenza di nitrati e le quantità in codesti altri pozzi sempre dal giugno 2009.”Cordialmente.

Chiari, 21 aprile 2010 - I Consiglieri Comunali Federico Lorini      Maurizio Libretti    Mario Belotti


Ultimo aggiornamento ( Venerdì 07 Maggio 2010 17:42 )
 
Emendamenti al Bilancio 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Gruppo Consiliare PD   
Venerdì 05 Marzo 2010 09:44

 

Il Gruppo Consiliare del PD ha chiesto i seguenti

EMENDAMENTI AL BILANCIO DI PREVISIONE DELL’ANNO 2010 (vedi sezione Interpellanze ) 
I sottoscritti Consiglieri Comunali propongono i seguenti emendamenti a modifica e/o integrazione al bilancio di esercizio dell’anno 2010:

 

PRIMO EMENDAMENTO
Si chiede la riduzione della previsione di spesa di cui al capitolo 12440 “Piano straordinario manutenzione della città ….” per €.100.000,00=.

In sostituzione si chiede di attivare un “Contributo alle famiglie per le spese scolastiche sostenute per l’acquisto di libri di testo nella scuola secondaria di primo grado” Con l’emendamento si chiede che l’Amministrazione Comunale concorra fino all’importo massimo di €.200.00= ciascun figlio alle spese per i libri di testo sostenute dalle famiglie aventi i propri figli frequentanti la scuola secondaria di primo grado (privata o pubblica) per l’anno scolastico 2010/2011.

 

SECONDO EMENDAMENTO
Si chiede la riduzione della previsione di spesa di cui al capitolo 12440 “Piano straordinario manutenzione della città ….” per ulteriori €.90.000,00=.

In sostituzione si chiede di attivare un “Contributo agli istituti scolastici per investimenti all’innovazione tecnologica e didattica.

Con l’emendamento si propone di acquistare agli istituti scolastici strumenti informatici, nello specifico computer, tali da garantire almeno un computer portatile per ogni classe della scuola primaria e secondaria in tutti gli istituti scolastici pubblici clarensi.

Si propone, inoltre, di garantire per ogni classe della scuola primaria e secondaria in tutti gli istituti scolastici pubblici clarensi una lavagna interattiva multimediale (LIM) a supporto dell’attività didattica.

 

TERZO EMENDAMENTO
Si chiede la riduzione della previsione di spesa di cui al capitolo 12440 “Piano straordinario manutenzione della città ….” per €.100.000,00= 25.000,00

Si chiede la predisposizione di un nuovo capitolo di bilancio denominato 2010/1090604 denominato “Spese per la riattivazione ed il funzionamento della centralina di rilevazione delle qualità dell’aria” pari a €.25.000,00=.

Con l’emendamento si propone di finanziare la riattivazione ed il funzionamento della centralina di rilevazione delle qualità dell’aria presente sul territorio comunale.


Chiari, 1 marzo 2010


Gruppo Consiliare Partito Democratico

Maurizio Libretti, Federico Lorini, Mario Belotti

Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Marzo 2010 18:08 )
 
Sicurezza: fatti zero PDF Stampa E-mail
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Scritto da enzo   
Mercoledì 17 Febbraio 2010 00:02

Milano ha paura, i cittadini si chiudono in casa, scoppia la guerra tra etnie, mentre il sindaco scompare e la Lega , al governo in città dai primi anni ’90, farnetica di tolleranza zero ed espulsioni casa per casa. Eppure "governano loro il Paese, la regione, la città, si prendano carico del fatto che è fallita una politica sia di integrazione sia di sicurezza e non scarichino le responsabilità –attacca il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani - la rivolta di Milano dimostra che è fallita la politica di integrazione e sicurezza del governo è accaduta una cosa gravissima e mi ha fatto impressione sentire le alte grida di esponenti della destra, della Lega: ma di cosa stiamo parlando? Si lavori seriamente, ma continuare a coltivare questi problemi per fare consenso e non risolverli mai non è più accettabile".

 
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