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Scrivo al mio Paese. Scrivo agli italiani che tornano a casa, a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria o che alimenta autentici colossi del malaffare come quelli emersi in questi mesi.


Scrivo ai lavoratori che sentono che si è aperto un tempo nuovo e difficile, in cui, per resistere alla pressione di una globalizzazione diseguale, dovranno rinegoziare e ritrovare un equilibrio nuovo tra diritti e lavoro. Scrivo ai nuovi poveri italiani, i ragazzi precari, che arrivano a metà della vita senza uno straccio di certezza, senza un euro per la pensione, senza un lavoro sicuro, senza una casa, senza la sicurezza di poter mettere al mondo dei figli. E senza che politica e sindacati si occupino di loro.
Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo. In fondo due anni fa, un secolo di questo tempo leggero e bulimico, quasi quattordici milioni di italiani fecero una croce sul simbolo che conteneva il mio nome come candidato alla presidenza del Consiglio. Se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremmo noi a guidare il Paese.

Ma non è successo, per tanti motivi. Come cercherò altrove di approfondire, credo più per ragioni profonde e storiche che per limiti di quella campagna elettorale che si concluse con il risultato elettorale più importante della storia del riformismo italiano. Non è successo e dopo alcuni mesi io mi feci da parte. Forse è questo l'altro titolo per il quale sento di potermi rivolgere al mio Paese. Sono stato tra i pochi che si sono fatti da parte davvero (caricandomi responsabilità certo non solo mie). Non ho chiesto alcun incarico, non ho fatto polemiche, non ho alimentato veleni. Ho semmai taciuto e ingoiato fiele, anche di fronte a varie vigliaccherie.

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti. Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico chi governa questo Paese sembra dominato dal desiderio della instabilità. E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Prima l'abbandono di Casini, ora la irreversibile crisi con Fini. Le forze più moderate hanno abbandonato uno schieramento sempre più dominato dalla logica puramente personale degli interessi di Berlusconi e dallo spirito divisivo di una Lega che alimenta ogni forma di egoismo sociale con lo sguardo solo al tornaconto elettorale immediato. Con effetti che già registriamo nel sentire diffuso


 

Pubblichiamo la richiesta di rettifica indirizzata in data odierna alla redazione di Chiari Week

 

"Egregio Direttore

(iN) Chiari Week

viale Mellini, 11

25032 Chiari

 

Richiesta di rettifica 

Richiesta di rettifica, ai sensi dell'art. 10 della legge 6 agosto 1990 n.223 e del Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992,  n. 255,  delle affermazioni contenute nell’articolo“Una commissione d’inchiesta sul Polo cultura: la proposta in Consiglio” pubblicate sul numero di venerdì 9 luglio 2010 di “IN Chiari Week”, nella parte in cui si afferma:

 

Il PD in particolar modo in primavera aveva diramato un volantino nel quale accusava l’Amministrazione di aver dirottato il milione di euro di soldi pubblici su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord tramite una società svizzera, la “Sole alto”, azionista di un’altra società, la “Jolly immobiliare”, proprietaria di alcune quote di “Eleca”. Ipotesi già all’epoca smentita categoricamente dai vertici della Lega Nord clarense e dagli amministratori”

 

In ordine a tale inciso il PD di Chiari esprime il suo stupore nel veder attribuite allo stesso dichiarazioni o condotte assolutamente non corrispondenti al vero. Il PD di Chiari afferma, infatti, di non aver mai redatto, contribuito a redigere né di aver fatto proprio un volantino e/o condiviso dichiarazioni in forza dei quali si accusava l’Amministrazione Comunale di aver dirottato il milione di euro (versato ad Eleca Chiari Srl) su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord né, tanto meno, di aver reso comunicati di qualsivoglia sorta aventi contenuti riconducibili, anche solo nel senso, a quanto riportato nell’inciso sopra esposto.

 

Tale circostanza è già stata ampiamente ribadita anche in Consiglio Comunale nella seduta del 30.03.2010. Se, infatti, il PD clarense fosse al corrente dei fatti come prospettati dal settimanale e tali fatti fossero confermati da prove certe, non costituirebbero certo l’oggetto di un volantino di propaganda politica, ma  una precisa denuncia all’Autorità Giudiziaria.

 

Sarebbe utile quindi, prima di pubblicare cose di tale gravità, controllare ed accertarsi, con perizia, della veridicità di tutte le circostanze e ciò al fine di evitare di coinvolgere il PD di Chiari in strumentalizzazioni e/o speculazioni politiche o di altro genere, a cui non intende in alcun modo prestarsi.

 

Pertanto, ai sensi dell’art. 10 della citata legge, chiediamo che la presente comunicazione venga pubblicata nel prossimo numero del vostro Giornale come “richiesta di rettifica”.

 

Distinti saluti.

 

La Segreteria

del PD di Chiari"

 


 

Pd Info - 4 giugno 2010

 

Cari Circoli,

 

cosa avevamo scritto appena una settimana fa? “Tutta colpa della Grecia” sarà il mantra con cui il Governo cercherà di mascherare la propria inefficienza, e difatti scommessa vinta. Diciamolo chiaro: una manovra centralista come questa, che sfiora i problemi del momento senza nessuna preoccupazione per la struttura stessa della crisi che ci troviamo davanti, servirà solo a levare qualche piolo ancora alla già traballante scala cui sono appesi i destini di migliaia di lavoratori, di imprese, e quindi di famiglie. Non possiamo accettarlo: lo ha detto anche il Segretario Bersani e noi lo ribadiamo con forza, o cominciamo a ragionare con parole di verità, o il Governo è disposto ad ammettere gli errori che sono stati commessi, oppure dare una mano sarà semplicemente impossibile perché non si può aiutare chi vuol dimostrare di non avere bisogno di aiuto.

 

E la verità è che di tagli, in questa manovra, ce ne sono pochi e quasi tutti “cosmetici”, di quelli che hanno magari un rapido impatto mediatico ma che poi, alla prova dei fatti, incidono poco o niente. Ci sono, piuttosto, seri freni allo sviluppo, alla formazione, alla scuola, alla sanità. E ci piacerebbe davvero sapere come intendono aiutare i consumi a riprendere o l’economia a rilanciarsi se la capacità di spesa delle famiglie viene ridotta sino a tendere a zero. Ci saranno costi per tutti ma soprattutto per i più piccoli e i più poveri: migliaia di farmacie che saranno costrette a chiudere ad esempio, e proprio là dove più se ne sente il bisogno ovvero nei piccoli centri, nei Comuni di montagna, proprio in quella microrealtà territoriale di cui la Lombardia è così ricca. E se proprio la Lombardia dovrebbe gridare con voce più forte il pericolo rappresentato dai tagli del Governo, è singolare (e inquietante) constatare l’assordante silenzio della Lega, che non spende una sola parola sul calvario degli Enti Locali, sull’imminente taglio dei servizi oggi garantiti dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e che come al solito si rifugia nella propaganda sterile. In che altro modo interpretare la scelta di indicare nei venditori ambulanti il nodo dell’evasione fiscale? Siamo dunque al grottesco elevato a programmazione economica; e il federalismo fiscale? Con quali risorse sarà realizzato dopo il passaggio di questa mannaia? Tagliano i bilanci dei Ministeri del 10% e le Regioni di tre volte tanto, proprio quando il comparto dei Comuni è l'unico in attivo di tutta la pubblica amministrazione e dal 2004 ha contribuito all'abbattimento del debito pubblico per 5 miliardi di euro.

 

Non stanchiamoci di ripeterlo, facciamo davvero un passaparola che deve travalicare i confini delle nostre conoscenze personali e dei nostri Circoli: questa manovra è il risultato di una politica economica profondamente sbagliata in cui il preteso “risanamento” prescinde da ogni considerazione sulla crescita o sull’equità, e sarà pagata a caro prezzo dai lavoratori come dagli studenti (su chi si abbattono i tagli alla scuola?)  come dai pensionati e dalle piccole imprese. Il Pd propone allora la sua manovra. Investire in economia verde, risparmio, efficienza energetica, scuola, università, ricerca. E poi una riforma fiscale che sposti il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale, l’allentamento del patto di stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni. Tutti temi che nei nostri siti nazionale e regionale sono indicati, così come le prove (video e audio, non smentibili) delle favole raccontate da Tremonti sino a pochi mesi fa o degli “inviti” di Berlusconi ad autoregolarsi di fronte alle tasse. Possono smentire quello che vogliono, ma davanti alle dichiarazioni registrate le chiacchiere stanno a zero.

 

Ci troviamo di fronte a un tema pesante, duro, che ci toccherà a lungo. Quello che vogliamo fare insieme a voi, insieme a ogni Circolo, è un lavoro di comunicazione che deve avere due direzioni: dal partito al territorio e viceversa. Se volessimo semplicemente raccontare un tema via l’altro, questa newsletter sarebbe una perdita di tempo tanto scriverla quanto leggerla. Abbiamo un riscontro molto positivo: tanti di voi ci hanno risposto, hanno sottolineato con noi molti temi che abbiamo affrontato, hanno chiesto precisazioni e fatto suggerimenti, hanno anche mosso critiche ma sempre in modo costruttivo e utile ad andare ancora più nel profondo delle questioni.

 

Con amicizia,

 

Maurizio Martina

Segretario regionale Partito Democratico lombardo

 

Roberto Rampi

Responsabile Organizzazione PD Lombardo


 

Una manovra di soli tagli e a pagare sono sempre lavoratori e pensionati.


 

Cara democratica,  caro democratico

 

sento doveroso renderti partecipe della mia presenza all’assemblea nazionale con un breve resoconto della stessa.

La relazione del segretario è stata largamente condivisa dagli intervenuti al dibattito e si sono già delineate alcune scelte di fondo  chiare sui temi  da metter sul tavolo  per il confronto con la destra e dei ragionamenti  e proposte da contrapporre agli slogan urlati dalla Lega.

Tutto ciò  principalmente con un  nuovo metodo di confronto interno con percorsi larghi  e aperti di partecipazione su proposte innovative in base ai documenti elaborati dai Forum, dalla Segreteria e dai Gruppi Parlamentari ed integrati dai verbali delle commissioni alle quali abbiamo partecipato.

Sono state due giornate molto intense di scambi ed approfondimenti dei documenti proposti dai gruppi di lavoro e finalmente , contrariamente al passato, l’assemblea è stata un luogo di discussione e di sintesi di elaborazione di idee e proposte.

Ciò che è stato redatto dovrà  pertanto esser riportato nei circoli per ulteriore discussione, approfondimento e per arricchirsi di  eventuali  proposte integrative.

Il risultato di questa larga consultazione detterà finalmente la linea politica che il PD adotterà, un vero riconoscimento di quell’ascolto del territorio, di quel federalismo che è alla base del progetto PD.

Sperando di far cosa gradita ho preparato sul sito provinciale una sezione apposita denominata “Assemblea nazionale 2010” nella quale ho raccolto  tutti i documenti per le future discussioni nei circoli e che troverete al seguente link.

http://www.pdbrescia.it/index.php?option=com_rokdownloads&view=folder&Itemid=288&id=304:assemblea-nazionale-2010

Si aprirà dunque un percorso di coinvolgimento organizzativo e in rete che interesserà i circoli, i mondi di riferimento, l’organizzazione delle feste fino all’allestimento di appuntamenti tematici in diverse città italiane.

L’intenzione è quella di lavorare assieme al progetto, coinvolgendo ad ogni livello territoriale tutte le sensibilità, si dovrà assolutamente evitare che qualcuno abbia la sensazione, giusta o sbagliata che sia, di essere escluso; impariamo a conoscerci meglio nel lavoro.

La presidenza dell’assemblea sì è impegnata ad offrire un nuovo strumento denominato “Assemblea Nazionale 2.0” per far conoscere, riconoscere e poter contattare tutti i membri dell’assemblea stessa.

In pratica ogni componente avrà una pagina web con tutti i riferimenti anagrafici, curricolari e i vari recapiti per tendere un filo diretto con noi, vostri rappresentanti  in assemblea nazionale.

Louise Bonzoni


 

Circolo PD di Chiari
Ora si vuole uccidere anche Genchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
Lunedì 02 Febbraio 2009 17:42

Salvatore Borsellino   29 gennaio 2009 Roma

Ringrazio soprattutto quei tanti ragazzi, quelle tante persone che  ho incontrato oggi qui e che vengono da tutte le parti d'Italia.   Sono quei ragazzi che incontro quando vado in giro per l'Italia a  gridare la mia rabbia e a cercare di suscitare nella gente quella  indignazione che ritengo che tutti dovrebbero avere nel vedere il  baratro nel quale stanno facendo precipitare il nostro Paese. Vedete, ieri Sonia Alfano mi ha telefonato e mi ha detto: “dobbiamo 
 proiettare un video nel quale si vedranno delle immagini crude,  delle immagini della strage di Paolo”.  Mi ha chiesto se poteva farlo, se sarei stato in qualche maniera  colpito, sconvolto. Quelle immagini non mi sconvolgono affatto,  vorrei che venissero proiettate ogni giorno in televisione, perché   la gente si rendesse conto di quello che è stato fatto. Si rendesse  conto di qual è il sangue sul quale si fonda questa disgraziata  Seconda Repubblica, che capisse che è fondata sul sangue di quei  morti. Vedere quelle immagini non mi sconvolge. Una cosa mi  sconvolge: vedere le immagini di quelle stragi dopo aver visto  quelle due persone che prima parlavano di Dell'Utri, delle bombe  che metteva Mangano, e ridevano.  Ridevano, ghignavano rispetto a quelle cose: questo mi sconvolge. 

Come Arancia Meccanica
Vorrei che quelle due persone venissero messe in una cella come mettevano quegli assassini di Arancia Meccanica, aprirgli gli occhi e costringerli a vedere, vedere, vedere, vedere in continuazione  quelle stragi. Ecco quello che vorrei.  Io ho visto oggi quelle stragi e mi sono ricordato di una cosa che mi ha detto Gioacchino Genchi, che è arrivato sul luogo della  strage due ore dopo il fatto. Io ci misi cinque ore

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Febbraio 2009 18:00 )
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Reati e criminalità PDF Stampa E-mail
Scritto da enzo   
Domenica 01 Febbraio 2009 12:45
 
Barak Obama: discorso di insediamento 20 Gennaio 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Albertini   
Martedì 27 Gennaio 2009 18:59

Miei concittadini,

sono qui oggi pieno di umiltà di fronte al compito che abbiamo di fronte, grato per la fiducia che mi avete dimostrato, conscio dei sacrifici compiuti dai nostri antenati. Ringrazio il presidente Bush per il suo servizio alla nostra nazione, come anche per la generosità e la cooperazione che ha dimostrato in questo periodo di transizione.

Quarantaquattro americani adesso hanno pronunciato il giuramento presidenziale, parole che sono state dette in tempi di prosperità e nelle acque tranquille della pace. Ma ogni tanto il giuramento è pronunciato in mezzo a nuvole che si addensano e a temporali furiosi. In questi momenti, l’America è andata avanti non solo grazie alla abilità e alla lungimiranza di chi la guidava ma perchè ‘Noi, il popolo’, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati, e fedeli ai nostri documenti fondatori.


Così è stato. Così deve essere in questa generazione di americani. Che siamo nel mezzo di una crisi ormai

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Lavoro precario PDF Stampa E-mail
Scritto da enzo   
Sabato 24 Gennaio 2009 09:22

Lavoro precario

Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Gennaio 2009 14:48 )
 
QUALE SISTEMA FORMATIVO, QUALE SCUOLA, PER QUALE PAESE. PDF Stampa E-mail
Scritto da Gruppo Scuola PD BS   
Sabato 10 Gennaio 2009 16:11


Al segretario nazionale On. Walter Veltroni
Al ministro all’istruzione del governo ombra Sen. Mariapia Garavaglia
Al segretario regionale Maurizio Martina
Alla responsabile scuola Pd regionale Sara Valmaggi
Ai Parlamentari bresciani On.li Paolo Corsini, Pierangelo Ferrari e Sen. Guido Galperti
Alle OO.SS. della scuola: Cisl Scuola, CGIL scuola, Uil scuola, SNALS, Gilda Naz., Reg., Prov. LORO SEDI


Poiché la scuola è valore strategico per il futuro di un Paese CHIEDIAMO alle forze politiche e sindacali di non disperdere il grande patrimonio della manifestazione del 25 ottobre seguita dall’altrettanto grande risultato dello sciopero unitario della scuola del 30 ottobre e dalle manifestazioni successive e di tenere alta l’attenzione sui problemi della scuola italiana inserendola con priorità nell’agenda politica e sindacale.
Crediamo importante affermare che:
· c’è necessità di riforma nella scuola;
· c’è necessità di contenimento della spesa pubblica (oggi più che mai);
· c’è necessità di ragionare sull’esistente per progettare cambiamenti migliorativi senza radicali corporativismi o difesa tout-court dello status quo, applicando in maniera equa e imparziale i parametri individuati.
Ciò premesso EVIDENZIAMO che:
A) La scuola è un investimento importante per il futuro dei nostri ragazzi e del Paese, è un bene comune, non può essere cambiata ad ogni cambio di legislatura, va costruita nel dialogo e non a colpi di decreti urgenti e voti di fiducia.
B) Razionalizzare non significa tagliare indiscriminatamente fondi, personale, orari - come avvenuto nei provvedimenti dei ministri Tremonti (L.133) e Gelmini (L. 169).
C) Un serio progetto di riforma della scuola passa attraverso il riconoscimento delle “buone pratiche” e la valorizzazione del personale (tutto: dai dirigenti ai collaboratori scolastici) che va seriamente formato, opportunamente reclutato, dignitosamente retribuito e

Ultimo aggiornamento ( Martedì 27 Gennaio 2009 19:06 )
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Cai decolla, Malpensa resta a terra PDF Stampa E-mail
Scritto da enzo   
Sabato 10 Gennaio 2009 00:23

Dal 13 gennaio la nuova Alitalia effettuerà 99 voli settimanali da Milano e Roma per Parigi. Il che vuol dire che negli orari di punta ci sarà un aereo ogni ora che porterà i passeggeri italiani all’aeroporto Charles De Gaulle per “consegnarli” ai voli intercontinentali di Air France.

Il Sole 24 Ore ha scritto che Cai sta negoziando con Air France l’aumento delle percentuali che gli spetterebbero per ogni passeggero che viene portato sui loro voli intercontinentali. Detto tutto questo, che interesse potrà avere la nuova compagnia nell’aumentare i voli da Malpensa quando avrà dei ricavi portando passeggeri a Parigi?
Ultimo aggiornamento ( Sabato 10 Gennaio 2009 00:42 )
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