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Scrivo al mio Paese. Scrivo agli italiani che tornano a casa, a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria o che alimenta autentici colossi del malaffare come quelli emersi in questi mesi.


Scrivo ai lavoratori che sentono che si è aperto un tempo nuovo e difficile, in cui, per resistere alla pressione di una globalizzazione diseguale, dovranno rinegoziare e ritrovare un equilibrio nuovo tra diritti e lavoro. Scrivo ai nuovi poveri italiani, i ragazzi precari, che arrivano a metà della vita senza uno straccio di certezza, senza un euro per la pensione, senza un lavoro sicuro, senza una casa, senza la sicurezza di poter mettere al mondo dei figli. E senza che politica e sindacati si occupino di loro.
Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo. In fondo due anni fa, un secolo di questo tempo leggero e bulimico, quasi quattordici milioni di italiani fecero una croce sul simbolo che conteneva il mio nome come candidato alla presidenza del Consiglio. Se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremmo noi a guidare il Paese.

Ma non è successo, per tanti motivi. Come cercherò altrove di approfondire, credo più per ragioni profonde e storiche che per limiti di quella campagna elettorale che si concluse con il risultato elettorale più importante della storia del riformismo italiano. Non è successo e dopo alcuni mesi io mi feci da parte. Forse è questo l'altro titolo per il quale sento di potermi rivolgere al mio Paese. Sono stato tra i pochi che si sono fatti da parte davvero (caricandomi responsabilità certo non solo mie). Non ho chiesto alcun incarico, non ho fatto polemiche, non ho alimentato veleni. Ho semmai taciuto e ingoiato fiele, anche di fronte a varie vigliaccherie.

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti. Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico chi governa questo Paese sembra dominato dal desiderio della instabilità. E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Prima l'abbandono di Casini, ora la irreversibile crisi con Fini. Le forze più moderate hanno abbandonato uno schieramento sempre più dominato dalla logica puramente personale degli interessi di Berlusconi e dallo spirito divisivo di una Lega che alimenta ogni forma di egoismo sociale con lo sguardo solo al tornaconto elettorale immediato. Con effetti che già registriamo nel sentire diffuso


 

Pubblichiamo la richiesta di rettifica indirizzata in data odierna alla redazione di Chiari Week

 

"Egregio Direttore

(iN) Chiari Week

viale Mellini, 11

25032 Chiari

 

Richiesta di rettifica 

Richiesta di rettifica, ai sensi dell'art. 10 della legge 6 agosto 1990 n.223 e del Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992,  n. 255,  delle affermazioni contenute nell’articolo“Una commissione d’inchiesta sul Polo cultura: la proposta in Consiglio” pubblicate sul numero di venerdì 9 luglio 2010 di “IN Chiari Week”, nella parte in cui si afferma:

 

Il PD in particolar modo in primavera aveva diramato un volantino nel quale accusava l’Amministrazione di aver dirottato il milione di euro di soldi pubblici su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord tramite una società svizzera, la “Sole alto”, azionista di un’altra società, la “Jolly immobiliare”, proprietaria di alcune quote di “Eleca”. Ipotesi già all’epoca smentita categoricamente dai vertici della Lega Nord clarense e dagli amministratori”

 

In ordine a tale inciso il PD di Chiari esprime il suo stupore nel veder attribuite allo stesso dichiarazioni o condotte assolutamente non corrispondenti al vero. Il PD di Chiari afferma, infatti, di non aver mai redatto, contribuito a redigere né di aver fatto proprio un volantino e/o condiviso dichiarazioni in forza dei quali si accusava l’Amministrazione Comunale di aver dirottato il milione di euro (versato ad Eleca Chiari Srl) su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord né, tanto meno, di aver reso comunicati di qualsivoglia sorta aventi contenuti riconducibili, anche solo nel senso, a quanto riportato nell’inciso sopra esposto.

 

Tale circostanza è già stata ampiamente ribadita anche in Consiglio Comunale nella seduta del 30.03.2010. Se, infatti, il PD clarense fosse al corrente dei fatti come prospettati dal settimanale e tali fatti fossero confermati da prove certe, non costituirebbero certo l’oggetto di un volantino di propaganda politica, ma  una precisa denuncia all’Autorità Giudiziaria.

 

Sarebbe utile quindi, prima di pubblicare cose di tale gravità, controllare ed accertarsi, con perizia, della veridicità di tutte le circostanze e ciò al fine di evitare di coinvolgere il PD di Chiari in strumentalizzazioni e/o speculazioni politiche o di altro genere, a cui non intende in alcun modo prestarsi.

 

Pertanto, ai sensi dell’art. 10 della citata legge, chiediamo che la presente comunicazione venga pubblicata nel prossimo numero del vostro Giornale come “richiesta di rettifica”.

 

Distinti saluti.

 

La Segreteria

del PD di Chiari"

 


 

Pd Info - 4 giugno 2010

 

Cari Circoli,

 

cosa avevamo scritto appena una settimana fa? “Tutta colpa della Grecia” sarà il mantra con cui il Governo cercherà di mascherare la propria inefficienza, e difatti scommessa vinta. Diciamolo chiaro: una manovra centralista come questa, che sfiora i problemi del momento senza nessuna preoccupazione per la struttura stessa della crisi che ci troviamo davanti, servirà solo a levare qualche piolo ancora alla già traballante scala cui sono appesi i destini di migliaia di lavoratori, di imprese, e quindi di famiglie. Non possiamo accettarlo: lo ha detto anche il Segretario Bersani e noi lo ribadiamo con forza, o cominciamo a ragionare con parole di verità, o il Governo è disposto ad ammettere gli errori che sono stati commessi, oppure dare una mano sarà semplicemente impossibile perché non si può aiutare chi vuol dimostrare di non avere bisogno di aiuto.

 

E la verità è che di tagli, in questa manovra, ce ne sono pochi e quasi tutti “cosmetici”, di quelli che hanno magari un rapido impatto mediatico ma che poi, alla prova dei fatti, incidono poco o niente. Ci sono, piuttosto, seri freni allo sviluppo, alla formazione, alla scuola, alla sanità. E ci piacerebbe davvero sapere come intendono aiutare i consumi a riprendere o l’economia a rilanciarsi se la capacità di spesa delle famiglie viene ridotta sino a tendere a zero. Ci saranno costi per tutti ma soprattutto per i più piccoli e i più poveri: migliaia di farmacie che saranno costrette a chiudere ad esempio, e proprio là dove più se ne sente il bisogno ovvero nei piccoli centri, nei Comuni di montagna, proprio in quella microrealtà territoriale di cui la Lombardia è così ricca. E se proprio la Lombardia dovrebbe gridare con voce più forte il pericolo rappresentato dai tagli del Governo, è singolare (e inquietante) constatare l’assordante silenzio della Lega, che non spende una sola parola sul calvario degli Enti Locali, sull’imminente taglio dei servizi oggi garantiti dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e che come al solito si rifugia nella propaganda sterile. In che altro modo interpretare la scelta di indicare nei venditori ambulanti il nodo dell’evasione fiscale? Siamo dunque al grottesco elevato a programmazione economica; e il federalismo fiscale? Con quali risorse sarà realizzato dopo il passaggio di questa mannaia? Tagliano i bilanci dei Ministeri del 10% e le Regioni di tre volte tanto, proprio quando il comparto dei Comuni è l'unico in attivo di tutta la pubblica amministrazione e dal 2004 ha contribuito all'abbattimento del debito pubblico per 5 miliardi di euro.

 

Non stanchiamoci di ripeterlo, facciamo davvero un passaparola che deve travalicare i confini delle nostre conoscenze personali e dei nostri Circoli: questa manovra è il risultato di una politica economica profondamente sbagliata in cui il preteso “risanamento” prescinde da ogni considerazione sulla crescita o sull’equità, e sarà pagata a caro prezzo dai lavoratori come dagli studenti (su chi si abbattono i tagli alla scuola?)  come dai pensionati e dalle piccole imprese. Il Pd propone allora la sua manovra. Investire in economia verde, risparmio, efficienza energetica, scuola, università, ricerca. E poi una riforma fiscale che sposti il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale, l’allentamento del patto di stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni. Tutti temi che nei nostri siti nazionale e regionale sono indicati, così come le prove (video e audio, non smentibili) delle favole raccontate da Tremonti sino a pochi mesi fa o degli “inviti” di Berlusconi ad autoregolarsi di fronte alle tasse. Possono smentire quello che vogliono, ma davanti alle dichiarazioni registrate le chiacchiere stanno a zero.

 

Ci troviamo di fronte a un tema pesante, duro, che ci toccherà a lungo. Quello che vogliamo fare insieme a voi, insieme a ogni Circolo, è un lavoro di comunicazione che deve avere due direzioni: dal partito al territorio e viceversa. Se volessimo semplicemente raccontare un tema via l’altro, questa newsletter sarebbe una perdita di tempo tanto scriverla quanto leggerla. Abbiamo un riscontro molto positivo: tanti di voi ci hanno risposto, hanno sottolineato con noi molti temi che abbiamo affrontato, hanno chiesto precisazioni e fatto suggerimenti, hanno anche mosso critiche ma sempre in modo costruttivo e utile ad andare ancora più nel profondo delle questioni.

 

Con amicizia,

 

Maurizio Martina

Segretario regionale Partito Democratico lombardo

 

Roberto Rampi

Responsabile Organizzazione PD Lombardo


 

Una manovra di soli tagli e a pagare sono sempre lavoratori e pensionati.


 

Cara democratica,  caro democratico

 

sento doveroso renderti partecipe della mia presenza all’assemblea nazionale con un breve resoconto della stessa.

La relazione del segretario è stata largamente condivisa dagli intervenuti al dibattito e si sono già delineate alcune scelte di fondo  chiare sui temi  da metter sul tavolo  per il confronto con la destra e dei ragionamenti  e proposte da contrapporre agli slogan urlati dalla Lega.

Tutto ciò  principalmente con un  nuovo metodo di confronto interno con percorsi larghi  e aperti di partecipazione su proposte innovative in base ai documenti elaborati dai Forum, dalla Segreteria e dai Gruppi Parlamentari ed integrati dai verbali delle commissioni alle quali abbiamo partecipato.

Sono state due giornate molto intense di scambi ed approfondimenti dei documenti proposti dai gruppi di lavoro e finalmente , contrariamente al passato, l’assemblea è stata un luogo di discussione e di sintesi di elaborazione di idee e proposte.

Ciò che è stato redatto dovrà  pertanto esser riportato nei circoli per ulteriore discussione, approfondimento e per arricchirsi di  eventuali  proposte integrative.

Il risultato di questa larga consultazione detterà finalmente la linea politica che il PD adotterà, un vero riconoscimento di quell’ascolto del territorio, di quel federalismo che è alla base del progetto PD.

Sperando di far cosa gradita ho preparato sul sito provinciale una sezione apposita denominata “Assemblea nazionale 2010” nella quale ho raccolto  tutti i documenti per le future discussioni nei circoli e che troverete al seguente link.

http://www.pdbrescia.it/index.php?option=com_rokdownloads&view=folder&Itemid=288&id=304:assemblea-nazionale-2010

Si aprirà dunque un percorso di coinvolgimento organizzativo e in rete che interesserà i circoli, i mondi di riferimento, l’organizzazione delle feste fino all’allestimento di appuntamenti tematici in diverse città italiane.

L’intenzione è quella di lavorare assieme al progetto, coinvolgendo ad ogni livello territoriale tutte le sensibilità, si dovrà assolutamente evitare che qualcuno abbia la sensazione, giusta o sbagliata che sia, di essere escluso; impariamo a conoscerci meglio nel lavoro.

La presidenza dell’assemblea sì è impegnata ad offrire un nuovo strumento denominato “Assemblea Nazionale 2.0” per far conoscere, riconoscere e poter contattare tutti i membri dell’assemblea stessa.

In pratica ogni componente avrà una pagina web con tutti i riferimenti anagrafici, curricolari e i vari recapiti per tendere un filo diretto con noi, vostri rappresentanti  in assemblea nazionale.

Louise Bonzoni


 

Circolo PD di Chiari
POLO LOGISTICO: intervista a Federico Lorini PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Maragucci   
Sabato 16 Gennaio 2010 16:01
 
Bersani: partiamo da 4 riforme istituzionali PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaele Albertini   
Sabato 07 Novembre 2009 12:32

"Avanziamo una nostra idea di riforma. Un idea di riforma che non affidiamo al cosiddetto dialogo, parola malata ed ambigua, ma al confronto trasparente nelle sedi proprie e cioè nel Parlamento.
Proponiamo di partire da quattro punti:

Superamento del bicameralismo perfetto, Senato federale, riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento delle funzioni reciproche di Governo e Parlamento;


Attuazione dell’art. 49 della Costituzione con una coerente e moderna legislazione sui partiti;


Nuova legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i Parlamentari, attraverso un confronto con le forze politiche cominciare da quelle dell’opposizione senza escludere una legge di iniziativa popolare;


•Nuove norme sui costi della politica fissando parametri che ci mettano stabilmente e chiaramente nella media comparata dei principali Paesi europei;

Queste sono le nostre priorità sul fronte istituzionale e costituzionale". Così Pier Luigi Bersani durante il suo intervento di apertura dell'Assemblea del Pd

 
Interrogazione parlamentare sulla questione Acsu/Polizia Locale PDF Stampa E-mail
Scritto da enzo   
Venerdì 23 Ottobre 2009 17:59

In merito alla questione Acsu/Polizia locale il Senatore del PD Guido Galperti ha presentato al Ministero degli Interni, la seguente interrogazione parlamentare:

 INTERROGAZIONE    Al Signor Ministro degli Interni, il sottoscritto interrogante:  

Premesso che  1) il giorno 2 ottobre scorso alcuni cittadini del comune di Chiari, tra cui un Consigliere comunale, riscontravano la presenza di alcune persone, non appartenenti al Corpo di Polizia locale, all’interno dei locali dedicati ad ufficio per la Polizia stessa e siti nei pressi della stazione ferroviaria; 2) in seguito veniva accertato che i suddetti occupanti appartenevano all’associazione ACSU (assistenti civici per la sicurezza urbana) e che l’utilizzo dell’immobile in questione era stato in qualche modo concordato con l’Amministrazione comunale di Chiari; 3) a tutt’oggi non risultano però chiare, tanto meno al Consiglio comunale, forme e modalità attraverso le quali si è concretizzata l’autorizzazione all’utilizzo di quella particolare sede comunale ad un’associazione di privati cittadini.  

Interroga  Il Signor Ministro degli Interni per sapere: a) se i fatti riportati in premessa possono essere accertati come veri; b) attraverso quale atto amministrativo ed a quale titolo è stato concesso e quindi normato l’utilizzo di una sede comunale di Polizia locale; c) se l’attività eventualmente ivi ipotizzata dall’ACSU possa risultare compatibile con quella consentita dall’ordinamento (ex l. 15.07.2009 n. 94 e Decreto Maroni 08.08.2009) agli “osservatori volontari”, ovvero quella “di mera osservazione in specifiche aree del territorio comunale” nonché compatibile con le norme che recitano “è fatto divieto di utilizzare uniformi, emblemi, simboli, altri segni distintivi, o denominazioni riconducibili anche indirettamente ai corpi di polizia anche locali, alle forze armate … ” ; d) quali iniziative si intenda assumere affinchè le prefetture vigilino sulla corretta interpretazione della disciplina legislativa e regolamentare in vigore, assicurando adeguati interventi di controllo in una materia tanto importante quanto delicata.  

Senatore Guido Galperti 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Ottobre 2009 18:04 )
 
Esposto su: utilizzo sede polizia locale da parte di Acsu PDF Stampa E-mail
Scritto da enzo   
Venerdì 16 Ottobre 2009 15:25

Pubblichiamo l'esposto presentato alla Procura della Repubblica di Brescia in merito alla questione: ACSU/distaccamento Polizia Locale:

Spett.le Procura della Repubblica

presso il Tribunale di Brescia

Via Moretto 78

25100 Brescia

   
Oggetto: esposto

   
I sottoscritti cittadini Federico Lorini, consigliere comunale, Carlo Fogliata, Enzo Maragucci, residenti in Chiari, sottoscrittori del presente esposto, avendo riscontrato i fatti di seguito descritti, chiedono a Codesta Spett/le Procura della Repubblica di verificare le ipotesi di reato eventualmente connesse al fine di procedere nei confronti dei responsabili.

Fatto : nella serata di venerdì 2 ottobre 2009, intorno alle ore 21.00, avendo rilevato che persone non appartenenti al corpo di Polizia Locale si trovavano ad occupare gli uffici della postazione della Polizia Locale presso la Stazione di Chiari, provvedevano a rilevare il fatto mediante strumenti audiovisivi al fine di informare le autorità competenti della presenza di estranei nella citata sede.

Nel corso del sopralluogo emergevano i seguenti fatti :a) gli occupanti dichiaravano di appartenere ad una associazione (ACSU) a loro dire autorizzata ed in possesso delle chiavi degli uffici della Polizia Locale per presenziare e garantire l'apertura degli uffici citati; b)avendo rilevato la assenza di qualsivoglia appartenente al locale Corpo di Polizia Locale nel corso dell'evento citato ed avendo ottenuto presso gli Uffici Comunali copia parziale della corrispondenza intercorsa tra la Civica Amministrazione e la citata associazione (nella quale si ipotizza addirittura una funzione surrogatoria della attività di polizia urbana mediante l'ampliamento della presenza e apertura degli uffici di polizia, allegato 1); c) ritenendo assolutamente improprio per il decoro e la terzietà della pubblica amministrazione ed in particolare per il delicato ruolo di tutela della sicurezza del cittadino affidare a terzi non autorizzati l'esercizio e le funzioni connesse ai pubblici uffici di competenza della vigilanza urbana, alla luce di quanto sopra detto e con riserva di produrre gli atti probatori delle circostanze descritte,

Chiedono

a Codesta Spett.le Procura di verificare ed eventualmente perseguire la sussistenza di reati in capo agli occupanti o ai responsabili della vigilanza del pubblico patrimonio nell'esercizio delle loro funzioni.

Stante la presenza di ipotesi di danno erariale per l'occupazione dei pubblici uffici nonché di lesa salvaguardia dei diritti garantiti dalle funzioni della Pubblica Amministrazione copia del presente esposto è inviata alla Procura della Corte dei Conti ed al Prefetto della Provincia di Brescia per quanto di competenza.

A disposizione per ogni chiarimento si porgono distinti ossequi.

In fede

(Federico Lorini)

(Carlo Fogliata)

(Enzo Maragucci)


Allegati : copia lettera 31/8/2009 ACSU alla Polizia Locale di Chiari

volontari Acsu

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Ottobre 2009 18:02 )
 
Alex Zanotelli : Il Grande Rifiuto PDF Stampa E-mail
Scritto da Alex Zanotelli   
Lunedì 14 Settembre 2009 16:17


 Il  Consiglio  dei Ministri approva delle modifiche alla legge 133 utili  alla completa privatizzazione dell'acqua 

 Non avrei mai immaginato che  il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato  nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la
 prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua!  Giorni fa  abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla  privatizzazione dell’acqua. Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha  approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis  della Legge 133/2008 . Queste “Modifiche” sono inserite come  articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi  comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli  affidamenti dei servizi pubblici locali , come gas, trasporti  pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie- così afferma il Decreto- di  gestione dei servizi pubblici locali  di rilevanza economica è  l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il  cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere  non meno del 40% ed essere socio” industriale”. In poche parole  questo vuol dire  la fine delle gestioni attraverso SPA in house  e  della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle  SPA quotate in borsa.
 
Questo  decreto è frutto dell’accordo  tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro  Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di confindustria 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 14 Settembre 2009 16:23 )
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TRE COMITATI SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DOPO LA SUA VISITA IN ABRUZZO PDF Stampa E-mail
Scritto da comitato Aquilani   
Giovedì 10 Settembre 2009 14:46

Lettera dei terremotati a Napolitano: 
«La verità è che restiamo senza case»
«Dopo cinque mesi non sappiamo dove passeremo l'inverno e gli alberghi sono già pieni di sfollati»


Caro Presidente,

le cronache sulla sua visita di ieri nella nostra città, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del calore con cui gli aquilani l'hanno accolta e riferiscono del conforto da lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che è successo, “fiducia e gente sorridente” che “crede molto nelle istituzioni”. Altro, a parte le note di colore, non è stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i responsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha avuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto altro. 

E' vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l'inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po' più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono. 

Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna. Perché dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente, che la speranza è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E' poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme. 

Ma sulla strada che dall'Aquila conduce ad Onna, caro Presidente, avrà visto anche il cantiere di Bazzano, dove si costruisce il più grande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la casa. E' il Piano C.A.S.E. (Comitati Antisismici Sostenibili Ecompatibili), voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da un decreto legge dell'istituzione Governo, convertito in legge dall'istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto dell'istituzione Regione Abruzzo e con l'avvallo delle istituzioni Provincia e Comune dell'Aquila. E questa è tutta un'altra storia. Ed è, purtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di Onna, è il suo contrario. 

Il Piano era già pronto, ambizioso e innovativo: per la prima volta gli sfollati non sarebbero stati ridotti in roulotte o container ma, dopo qualche tempo in tenda, avrebbero avuto direttamente case vere, antisismiche, ecologiche e con tutti i comfort. Circa 5.000 abitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo necessario a ricostruire la propria casa.

Così 30 mila persone sono state tenute in tenda per cinque mesi e altrettante, lontane negli alberghi della costa abruzzese, perché tutti, in autunno, avrebbero potuto avere un tetto: chi riparando i danni lievi della propria abitazione, chi trovando posto nelle nuove C.A.S.E.. Ma, caro Presidente, non è andata così. Non gliel'hanno detto?

Le tende hanno cominciato a toglierle davvero, solo che le case danneggiate non sono state riparate e 
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 10 Settembre 2009 14:52 )
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