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Scrivo al mio Paese. Scrivo agli italiani che tornano a casa, a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria o che alimenta autentici colossi del malaffare come quelli emersi in questi mesi.


Scrivo ai lavoratori che sentono che si è aperto un tempo nuovo e difficile, in cui, per resistere alla pressione di una globalizzazione diseguale, dovranno rinegoziare e ritrovare un equilibrio nuovo tra diritti e lavoro. Scrivo ai nuovi poveri italiani, i ragazzi precari, che arrivano a metà della vita senza uno straccio di certezza, senza un euro per la pensione, senza un lavoro sicuro, senza una casa, senza la sicurezza di poter mettere al mondo dei figli. E senza che politica e sindacati si occupino di loro.
Mi permetto di scrivere agli italiani solo perché sento di avere un minimo di titolo per farlo. In fondo due anni fa, un secolo di questo tempo leggero e bulimico, quasi quattordici milioni di italiani fecero una croce sul simbolo che conteneva il mio nome come candidato alla presidenza del Consiglio. Se un milione e mezzo dei 38 milioni di votanti avesse scelto il centrosinistra riformista invece di Berlusconi ora saremmo noi a guidare il Paese.

Ma non è successo, per tanti motivi. Come cercherò altrove di approfondire, credo più per ragioni profonde e storiche che per limiti di quella campagna elettorale che si concluse con il risultato elettorale più importante della storia del riformismo italiano. Non è successo e dopo alcuni mesi io mi feci da parte. Forse è questo l'altro titolo per il quale sento di potermi rivolgere al mio Paese. Sono stato tra i pochi che si sono fatti da parte davvero (caricandomi responsabilità certo non solo mie). Non ho chiesto alcun incarico, non ho fatto polemiche, non ho alimentato veleni. Ho semmai taciuto e ingoiato fiele, anche di fronte a varie vigliaccherie.

Cosa sta succedendo a noi italiani? Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti. Mentre stanno per essere messe in circolo emissioni consistenti di titoli pubblici per finanziare il nostro abnorme debito pubblico chi governa questo Paese sembra dominato dal desiderio della instabilità. E, tutto, senza una parola di autocritica. Chi ha vinto le elezioni e ne provoca altre neanche a metà delle legislatura vorrà almeno dichiarare il proprio fallimento politico?

L'alleanza di centrodestra sembra immersa nello scenario dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Prima l'abbandono di Casini, ora la irreversibile crisi con Fini. Le forze più moderate hanno abbandonato uno schieramento sempre più dominato dalla logica puramente personale degli interessi di Berlusconi e dallo spirito divisivo di una Lega che alimenta ogni forma di egoismo sociale con lo sguardo solo al tornaconto elettorale immediato. Con effetti che già registriamo nel sentire diffuso


 

Pubblichiamo la richiesta di rettifica indirizzata in data odierna alla redazione di Chiari Week

 

"Egregio Direttore

(iN) Chiari Week

viale Mellini, 11

25032 Chiari

 

Richiesta di rettifica 

Richiesta di rettifica, ai sensi dell'art. 10 della legge 6 agosto 1990 n.223 e del Decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992,  n. 255,  delle affermazioni contenute nell’articolo“Una commissione d’inchiesta sul Polo cultura: la proposta in Consiglio” pubblicate sul numero di venerdì 9 luglio 2010 di “IN Chiari Week”, nella parte in cui si afferma:

 

Il PD in particolar modo in primavera aveva diramato un volantino nel quale accusava l’Amministrazione di aver dirottato il milione di euro di soldi pubblici su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord tramite una società svizzera, la “Sole alto”, azionista di un’altra società, la “Jolly immobiliare”, proprietaria di alcune quote di “Eleca”. Ipotesi già all’epoca smentita categoricamente dai vertici della Lega Nord clarense e dagli amministratori”

 

In ordine a tale inciso il PD di Chiari esprime il suo stupore nel veder attribuite allo stesso dichiarazioni o condotte assolutamente non corrispondenti al vero. Il PD di Chiari afferma, infatti, di non aver mai redatto, contribuito a redigere né di aver fatto proprio un volantino e/o condiviso dichiarazioni in forza dei quali si accusava l’Amministrazione Comunale di aver dirottato il milione di euro (versato ad Eleca Chiari Srl) su un conto svizzero riconducibile alla Lega Nord né, tanto meno, di aver reso comunicati di qualsivoglia sorta aventi contenuti riconducibili, anche solo nel senso, a quanto riportato nell’inciso sopra esposto.

 

Tale circostanza è già stata ampiamente ribadita anche in Consiglio Comunale nella seduta del 30.03.2010. Se, infatti, il PD clarense fosse al corrente dei fatti come prospettati dal settimanale e tali fatti fossero confermati da prove certe, non costituirebbero certo l’oggetto di un volantino di propaganda politica, ma  una precisa denuncia all’Autorità Giudiziaria.

 

Sarebbe utile quindi, prima di pubblicare cose di tale gravità, controllare ed accertarsi, con perizia, della veridicità di tutte le circostanze e ciò al fine di evitare di coinvolgere il PD di Chiari in strumentalizzazioni e/o speculazioni politiche o di altro genere, a cui non intende in alcun modo prestarsi.

 

Pertanto, ai sensi dell’art. 10 della citata legge, chiediamo che la presente comunicazione venga pubblicata nel prossimo numero del vostro Giornale come “richiesta di rettifica”.

 

Distinti saluti.

 

La Segreteria

del PD di Chiari"

 


 

Pd Info - 4 giugno 2010

 

Cari Circoli,

 

cosa avevamo scritto appena una settimana fa? “Tutta colpa della Grecia” sarà il mantra con cui il Governo cercherà di mascherare la propria inefficienza, e difatti scommessa vinta. Diciamolo chiaro: una manovra centralista come questa, che sfiora i problemi del momento senza nessuna preoccupazione per la struttura stessa della crisi che ci troviamo davanti, servirà solo a levare qualche piolo ancora alla già traballante scala cui sono appesi i destini di migliaia di lavoratori, di imprese, e quindi di famiglie. Non possiamo accettarlo: lo ha detto anche il Segretario Bersani e noi lo ribadiamo con forza, o cominciamo a ragionare con parole di verità, o il Governo è disposto ad ammettere gli errori che sono stati commessi, oppure dare una mano sarà semplicemente impossibile perché non si può aiutare chi vuol dimostrare di non avere bisogno di aiuto.

 

E la verità è che di tagli, in questa manovra, ce ne sono pochi e quasi tutti “cosmetici”, di quelli che hanno magari un rapido impatto mediatico ma che poi, alla prova dei fatti, incidono poco o niente. Ci sono, piuttosto, seri freni allo sviluppo, alla formazione, alla scuola, alla sanità. E ci piacerebbe davvero sapere come intendono aiutare i consumi a riprendere o l’economia a rilanciarsi se la capacità di spesa delle famiglie viene ridotta sino a tendere a zero. Ci saranno costi per tutti ma soprattutto per i più piccoli e i più poveri: migliaia di farmacie che saranno costrette a chiudere ad esempio, e proprio là dove più se ne sente il bisogno ovvero nei piccoli centri, nei Comuni di montagna, proprio in quella microrealtà territoriale di cui la Lombardia è così ricca. E se proprio la Lombardia dovrebbe gridare con voce più forte il pericolo rappresentato dai tagli del Governo, è singolare (e inquietante) constatare l’assordante silenzio della Lega, che non spende una sola parola sul calvario degli Enti Locali, sull’imminente taglio dei servizi oggi garantiti dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni e che come al solito si rifugia nella propaganda sterile. In che altro modo interpretare la scelta di indicare nei venditori ambulanti il nodo dell’evasione fiscale? Siamo dunque al grottesco elevato a programmazione economica; e il federalismo fiscale? Con quali risorse sarà realizzato dopo il passaggio di questa mannaia? Tagliano i bilanci dei Ministeri del 10% e le Regioni di tre volte tanto, proprio quando il comparto dei Comuni è l'unico in attivo di tutta la pubblica amministrazione e dal 2004 ha contribuito all'abbattimento del debito pubblico per 5 miliardi di euro.

 

Non stanchiamoci di ripeterlo, facciamo davvero un passaparola che deve travalicare i confini delle nostre conoscenze personali e dei nostri Circoli: questa manovra è il risultato di una politica economica profondamente sbagliata in cui il preteso “risanamento” prescinde da ogni considerazione sulla crescita o sull’equità, e sarà pagata a caro prezzo dai lavoratori come dagli studenti (su chi si abbattono i tagli alla scuola?)  come dai pensionati e dalle piccole imprese. Il Pd propone allora la sua manovra. Investire in economia verde, risparmio, efficienza energetica, scuola, università, ricerca. E poi una riforma fiscale che sposti il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale, l’allentamento del patto di stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni. Tutti temi che nei nostri siti nazionale e regionale sono indicati, così come le prove (video e audio, non smentibili) delle favole raccontate da Tremonti sino a pochi mesi fa o degli “inviti” di Berlusconi ad autoregolarsi di fronte alle tasse. Possono smentire quello che vogliono, ma davanti alle dichiarazioni registrate le chiacchiere stanno a zero.

 

Ci troviamo di fronte a un tema pesante, duro, che ci toccherà a lungo. Quello che vogliamo fare insieme a voi, insieme a ogni Circolo, è un lavoro di comunicazione che deve avere due direzioni: dal partito al territorio e viceversa. Se volessimo semplicemente raccontare un tema via l’altro, questa newsletter sarebbe una perdita di tempo tanto scriverla quanto leggerla. Abbiamo un riscontro molto positivo: tanti di voi ci hanno risposto, hanno sottolineato con noi molti temi che abbiamo affrontato, hanno chiesto precisazioni e fatto suggerimenti, hanno anche mosso critiche ma sempre in modo costruttivo e utile ad andare ancora più nel profondo delle questioni.

 

Con amicizia,

 

Maurizio Martina

Segretario regionale Partito Democratico lombardo

 

Roberto Rampi

Responsabile Organizzazione PD Lombardo


 

Una manovra di soli tagli e a pagare sono sempre lavoratori e pensionati.


 

Cara democratica,  caro democratico

 

sento doveroso renderti partecipe della mia presenza all’assemblea nazionale con un breve resoconto della stessa.

La relazione del segretario è stata largamente condivisa dagli intervenuti al dibattito e si sono già delineate alcune scelte di fondo  chiare sui temi  da metter sul tavolo  per il confronto con la destra e dei ragionamenti  e proposte da contrapporre agli slogan urlati dalla Lega.

Tutto ciò  principalmente con un  nuovo metodo di confronto interno con percorsi larghi  e aperti di partecipazione su proposte innovative in base ai documenti elaborati dai Forum, dalla Segreteria e dai Gruppi Parlamentari ed integrati dai verbali delle commissioni alle quali abbiamo partecipato.

Sono state due giornate molto intense di scambi ed approfondimenti dei documenti proposti dai gruppi di lavoro e finalmente , contrariamente al passato, l’assemblea è stata un luogo di discussione e di sintesi di elaborazione di idee e proposte.

Ciò che è stato redatto dovrà  pertanto esser riportato nei circoli per ulteriore discussione, approfondimento e per arricchirsi di  eventuali  proposte integrative.

Il risultato di questa larga consultazione detterà finalmente la linea politica che il PD adotterà, un vero riconoscimento di quell’ascolto del territorio, di quel federalismo che è alla base del progetto PD.

Sperando di far cosa gradita ho preparato sul sito provinciale una sezione apposita denominata “Assemblea nazionale 2010” nella quale ho raccolto  tutti i documenti per le future discussioni nei circoli e che troverete al seguente link.

http://www.pdbrescia.it/index.php?option=com_rokdownloads&view=folder&Itemid=288&id=304:assemblea-nazionale-2010

Si aprirà dunque un percorso di coinvolgimento organizzativo e in rete che interesserà i circoli, i mondi di riferimento, l’organizzazione delle feste fino all’allestimento di appuntamenti tematici in diverse città italiane.

L’intenzione è quella di lavorare assieme al progetto, coinvolgendo ad ogni livello territoriale tutte le sensibilità, si dovrà assolutamente evitare che qualcuno abbia la sensazione, giusta o sbagliata che sia, di essere escluso; impariamo a conoscerci meglio nel lavoro.

La presidenza dell’assemblea sì è impegnata ad offrire un nuovo strumento denominato “Assemblea Nazionale 2.0” per far conoscere, riconoscere e poter contattare tutti i membri dell’assemblea stessa.

In pratica ogni componente avrà una pagina web con tutti i riferimenti anagrafici, curricolari e i vari recapiti per tendere un filo diretto con noi, vostri rappresentanti  in assemblea nazionale.

Louise Bonzoni


 

Circolo PD di Chiari
Intervista a Pietro Bisinella: «dalla gente il nuovo Pd» PDF Stampa E-mail
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Scritto da Pietro Bisinella   
Giovedì 11 Febbraio 2010 17:48

«Il recupero del rapporto con i circoli di tutta la provincia, che devono contare nelle decisioni del partito. È questo il vero segnale di rinnovamento. Peraltro siamo nei territori dove prende molti consensi la Lega Nord, un partito che si vanta del proprio radicamento ma che in realtà a livello decisionale è quanto di più centralista ci sia in circolazione». Pietro Bisinella, 44 anni, sindaco a Leno riconfermato alle ultime elezioni, lavora allo Ial Cisl e collabora con l'università di Brescia. Dal 24 gennaio è anche segretario provinciale del Partito democratico.
Partiamo dalla Lega: se prende tanti voti, un legame con gli elettori ce l'avrà pure. O no?
I disagi reali meritano risposte adeguate che la Lega non dà: governa da 15 anni fingendo di fare opposizione mentre sta al Governo sistemando i propri uomini nei centri di potere. La Lega è un mostro che divorerà anche il Pdl, se non inizierà a mettere un argine alla situazione. Dice di non essere razzista ma nei comportamenti concreti lo è. Ricordo che le leggi razziali passarono grazie al silenzio degli onesti. A noi il compito di dare voce a quel popolo e di dare risposte adeguate alla complessità dei problemi.
Uno dei tasti su cui batte la Lega è quello del rapporto tra immigrazione e sicurezza. Lei cosa pensa a riguardo?
Le regole valgono per tutti, immigrati e italiani. E sono regole uguali: si sanzionano i comportamenti

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Febbraio 2010 17:50 )
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Polo della cultura... e alura ? PDF Stampa E-mail
Scritto da enzo   
Lunedì 08 Febbraio 2010 15:42
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 08 Febbraio 2010 15:44 )
 
No al nucleare. Sì all'efficienza e al risparmio energetico PDF Stampa E-mail
Scritto da dal sito del PD   
Sabato 06 Febbraio 2010 18:34

Tavola rotonda degli Ecologisti democratici. Bersani: “dalla Green Economy può venire una risposta alla crisi”. Bonino: “No alla privatizzazione dell'acqua”

immagine documento
“No al nucleare e sì all'efficienza e al risparmio energetico”. Queste le parole del segretario Pier Luigi Bersani intervenuto alla tavola rotonda sulla Green Economy organizzata dagli ecologisti democratici nella sede nazionale del Pd di via Sant'Andrea delle Fratte

Per il leader democratico le tematiche del lavoro, del sociale e dell'ambiente sono i tratti distintivi del Pd e le bandiere da impugnare da qui alle regionali. Ed è proprio la Green Economy la chiave per affrontare la crisi economica ed occupazionale che sta piegando le ginocchia al Paese. Un concetto diametralmente opposto alle politiche del governo ossessionati dal paradigma “più crisi, meno ambiente”. “Noi diciamo che dalla Green Economy può venire una risposta alla crisi” ha ribadito Bersani. “Dobbiamo dire al governo che così le cose non girano; abbiamo dimostrato di essere un partito che sente su di sé la responsabilità di una alternativa che ora dobbiamo portare al governo dei territori, perché è difficile che Berlusconi vada via da solo; abbiamo le nostre difficoltà ma non siamo messi così male». Infine, fare proprio dell'ambiente e della Green Economy la mission del centrosinistra che si candida a governare le Regioni in una stagione decisamente meno favorevole di quella che segnava gli anni Settanta e il dopo-tangentopoli.

Su come valorizzare l'ambiente ed eliminare gli sprechi di energia, la destra è sorda e in grande difficoltà. La risposta che ci viene data è semplicistica e di comodo. A partire dal ritorno al nucleare che nessuno vuole. “Noi la scelta del ritorno al nucleare non la diamo per fatta ma al governo nazionale e a chi si candida a governare le Regioni dobbiamo chiedere chiarezza: dicci sì o no e dove vuoi le centrali, e non dopo le elezioni, si pronuncino, gli impianti non li fa mica mandando i carabinieri”.

Una missione trasparenza a cui nessuno dei candidati del centrodestra ha dato la propria disponibilità. Troppo scomodo ed impopolare parlare di nucleare prima del voto. Sarebbe una sconfitta clamorosa.

Alla iniziativa degli Ecodem, oltre a Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd, i senatori Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e il deputato Ermete Realacci, ha partecipato anche Emma Bonino, candidata a governare la Regione Lazio per il Centrosinistra. La Bonino ha fatto del rispetto dell'ambiente ha fatto una questione di stile di campagna elettorale: “non imbrattiamo la città con i manifesti, inventiamoci altre forme di propaganda, addobbiamo finestre e finestrini delle auto”.

“Ero una bambina quando manifestavo contro la centrale di Montalto di Castro” ha dichiarato la Bonino. Sul fatto che la cittadina del viterbese potrebbe essere uno dei siti scelti dal governo per una nuova centrale nucleare, è necessario che Renata Polverini, sua candidata avverrsaria, sia molto più chiara. “Non basta dire che sentirai i cittadini. E ci manca pure che non li senti! I consulenti non le mancheranno, se la sarà fatta una idea del territorio e del nucleare, potrà dire se secondo lei mettere lì una centrale è sostenibili e quali sono i costi-benefici. Noi l'alternativa la forniamo”.

Un'alternativa legata “all'efficienza energetica, portatrice di posti di lavoro. Altro che le loro promesse. Quale è l'ultima? Centomila posti di lavoro a Roma in due anni? Può darsi che funzioni in campagna elettorale, io dubito, ma se ci fosse il contraddittorio mi piacerebbe chiedere ad Alemanno dove, in base a quale progetto e a quale visione del Lazio pensa di creare queste opportunità di lavoro».

Il sindaco di Roma viene ulteriormente ripreso dalla Bonino in merito alla possibile vendita di azioni del Comune all'azionista di minoranza Caltagirone. Si parla di Acea e di privatizzazione dell'acqua pubblica. Così come sul nucleare il NO è categorico.”Una ipotesi di privatizzazione dell'Acea in questa situazione di totale opacità è inaccettabile, non siamo Alice nel paese delle meraviglie e sappiamo gli interessi che ci sono in gioco, ma oggi privatizzare Acea soddisfarebbe solo qualche potente-prepotente ma non sarebbe una scelta per i cittadini”.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 08 Febbraio 2010 20:04 )
 
Seneci: ovvero come scambiare soldi pubblici per soldi privati PDF Stampa E-mail
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Scritto da Federico Lorini   
Martedì 02 Febbraio 2010 11:41

Ci sono due cose che proprio non capisco di questa Amministrazione Comunale:
- il bisogno continuo ed insensato di autoelogiarsi,
- il bisogno continuo di denigrare in maniera gratuita e immotivata gli avversari politici, raccontando balle e deformando la realtà dei fatti.
L’ultimo comportamento di questo genere in ordine di tempo lo si può riscontrare nelle affermazioni del vice sindaco Luca Seneci, rilasciate alla rivista “Kilometro sette ”, in occasione della inaugurazione della rotatoria Evaristo Gnutti.
Ecco cosa dice letteralmente il Vice sindaco: "...l’aspetto preminente che ha consentito il compimento dell’infrastruttura riguarda la novità di finanziamento. Dopo il primo tratto ( della tangenziale Ovest), dalla rotatoria SS 11-Urago d’Oglio a Via Pradella, compiuto a spese dei cittadini con l’Amministrazione Facchetti, il secondo tratto completato con il Sindaco Mazzatorta, da Via Pradella a Via Gnutti, è stato quasi interamente finanziato da capitale privato grazie all’applicazione dello standard di qualità urbanistica..."
Questa dichiarazione contiene due grosse menzogne, di cui una puerile e l’altra, a mio giudizio grave e pericolosa.
La menzogna “puerile” rientra tra la azioni subdole di sminuire ciò che altri hanno fatto e realizzato.
E’ bene invece che si sappia che la realizzazione, all’epoca della Giunta Facchetti della maggior parte della tangenziale Ovest è avvenuta, non a spese dei cittadini clarensi come asserito da Seneci, ma grazie ad un finanziamento della Regione Lombardia, di oltre due miliardi di lire a fondo perduto (oltre un milione di euro di oggi), connesso alla realizzazione del secondo stralcio del PIP.
Si tratta di soldi pubblici non gravanti sulle casse comunali e quindi sui cittadini clarensi.
Quindi, se il Vice Sindaco Seneci è di memoria corta, si faccia prescrivere una cura appropriata, evitando nel frattempo di rilasciare dichiarazioni false, tendenziose e facilmente smentibili.
L’altra menzogna grave, riguarda invece il presunto finanziamento con capitale privato delle recenti opere di completamento della tangenziale Ovest.
Trattasi invece di opere realizzate da parte di un privato (la Gnutti appunto) a scomputo di oneri dovuti al Comune. I soldi quindi non sono privati, ma in quanto dovuti al Comune sono pubblici, pubblicissimi.
Sorvoliamo sul fatto che il Comune, incamerando gli oneri, avrebbe potuto indire, per realizzare l’opera, una gara d’appalto sulla quale ottenere sconti sino al 20%.
Quello che più sconcerta in questa vicenda è come possano essere confusi e spacciati per soldi privati, soldi che in realtà, a tutti gli effetti, sono pubblici e dovuti.
C’è da sperare che questi Amministratori non usino lo stesso criterio, cioè di utilizzare e spendere soldi pubblici come se fossero soldi privati, nella gestione corrente del Comune.
Il dubbio ci assale se si pensa all’estrema facilità con cui i nostri Amministratori hanno versato ad Eleca 1milione di euro per il fantomatico Polo della Cultura, ai milioni di euro sperperati in consulenze, ai sei milioni di euro bruciati per l’ex Municipio, ai centomila euro per abbellire la fontana antistante il Comune, alle festose e costosissime iniziative del centenario futurista e ci fermiamo qui per amor di patria.

Il Consigliere Comunale del PD
Federico Lorini

 
Il Segretario provinciale PDF Stampa E-mail
Scritto da ANGELO BOCCALI   
Giovedì 28 Gennaio 2010 18:12


Cara democratica, caro democratico,
innanzitutto vi porgo il mio saluto come neo-eletto Segretario, mi rendo conto che i tempi sono
molto stretti, ma sono chiamato subito ad adempiere ad un passaggio non solo formale che ritengo
molto importante.
Per le prossime elezioni del 27 e 28 Marzo 2010 indette per il rinnovo del Consiglio regionale e
l’elezione del Presidente della Regione Lombardia, le norme statutarie del Partito riconoscono che
le Federazioni provinciali sono i livelli territoriali competenti per l’organizzazione delle proposte di
liste in ogni Circoscrizione elettorale della regione. A loro spetta valutare l’operato dei Consiglieri
regionali uscenti ricandidabili e ciascun territorio deve lavorare a proposte di liste competitive,
rappresentative e aperte.
Per quanto riguarda la Federazione provinciale di Brescia, in adempimento a queste norme su mia
proposta, di seguito si trasmettono le modalità di organizzazione della consultazione, nella
situazione data la più ampia possibile, per la definizione della proposta di lista nell’ambito
provinciale.
Ricordo inoltre che:
- Ogni proposta di lista dovrà tenere conto dei seguenti criteri fondamentali:
• Il merito e la competenza,
• La rappresentanza di genere,
• L’equilibrio territoriale,
• Il pluralismo politico e culturale,
• L’apertura e il coinvolgimento di forze nuove, professionalità e competenze.
Ad ogni Federazione spetta dunque il compito di elaborare una proposta di lista da approvare con il
voto dell’organismo di Direzione provinciale entro e non oltre Mercoledì 10 Febbraio.
CALENDARIO APPUNTAMENTI TERRITORIALI PER LE CONSULTAZIONI
Circoli della VALLECAMONICA: VENERDI 5 febbraio Sala G. Mazzoli BRENO ore 20.30
Circoli della VALLETROMPIA: GIOVEDI 4 febbraio Sala Auditorium via Zanetti GARDONE
VT ore 20.30
Circoli della CITTA’: VENERDI 5 febbraio Sede Provinciale PD, via Risorgimento 18 BRESCIA
ore 20.30
Circoli del GARDA e della VALLESABBIA: MERCOLEDI 3 Febbraio SALO’ sede PD via S.
Giuseppe 2 ore 20.30
Circoli del SEBINO (Zone, Marone, Sale Marasino, Sulzano, Iseo, Monte Isola, Paratico) e
FRANCIACORTA, CHIARI (Cologne, Coccaglio, Castrezzato, Castelcovati, Trenzano, Berlingo,
Comezzano-Cizzago, Roccafranca, Rudiano, Urago d’Oglio, Pontoglio, Palazzolo, Capriolo) e
CASTEGNATO (Ome, Rodengo, Gussago, Ospitaletto, Cellatica, Travagliato, Torbole Casaglia,
Roncadelle, Castelmella),: MERCOLEDI 3 febbraio sede PD ROVATO Piazza Palestro ore 20.30
Circoli BASSA CENTRALE (Bagnolo Mella, Ghedi, Isorella, Gambara, Fiesse, Gottolengo, Leno,
Pavone Mella, Pralboino, Seniga, Milzano, Cigole, Manerbio, Offlaga, Verolanuova,
Verolavecchia, Pontevico, Bassano B., San Gervasio, Alfianello) e ORIENTALE(Calcinato,
Montichiari, Calvisano, Carpenedolo, Visano, Acquafredda, Remedello) : GIOVEDI 4 febbraio
sede PD LENO via Albini ore 20.30
Circoli BASSA OCCIDENTALE (Orzinuovi, Orzivecchi, Pompiano, Corzano, Brandico,
Maclodio, Lograto, Mairano, Dello, Longhena, Barbariga, San Paolo, Villachiara, Borgo San
Giacomo, Quinzano d’Oglio) : VENERDI 5 Centro Culturale Aldo Moro piazza Municipio
ORZINUOVI ore 20.30
Circoli HINTERLAND SUD ORIENTALE (Flero, San Zeno, Borgosatollo, Montirone,
Poncarale, Capriano, Azzano Mella, Castenedolo, Rezzato, Mazzano, Botticino, Nuvolera,
Nuvolento); GIOVEDI 4 febbraio sede PD via Pisa, CASTENEDOLO ore 20.30
Per chi fosse impossibilitato a partecipare agli appuntamenti, in ogni caso è possibile avanzare o
segnalare candidature, entro e non oltre SABATO 6 FEBBARIO alle ore 12.00
( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Fax 030315407).
Vi porgo i miei più cordiali saluti e, appena chiusa la partita della nomina della Direzione e
dell’Esecutivo provinciale, vi comunicherò la mia disponibilità per poter al più presto incontrarvi
tutti.
Il Segretario provinciale
Pietro Bisinella

 

Mi sembrava giusto portarlo a conoscienza di tutti. Ciao Angelo 

 
La demagogia leghista... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Travaglio   
Martedì 26 Gennaio 2010 14:09
Ultimo aggiornamento ( Martedì 26 Gennaio 2010 14:11 )
 
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